Gorgone punta i piedi: «La gioia è solo rimandata»

foto di Giampiero Lattanzio
Il tecnico tra rabbia e rimpianti: «È vero che abbiamo buttato via tanti punti». E sulla prestazione: «Era complicato aggredirli, dovevamo concedere meno»
PESCARA. Allo stadio dei Marmi di Carrara, il Pescara come uno scultore ha cercato di togliere il materiale inutile dal blocco di marmo per ottenere l’opera d’arte. Un’attività di semplificazione, di essenzialità, per eliminare tutto il superfluo nel momento decisivo della stagione. Ed è apparso essenziale anche il tecnico dei biancazzurri Giorgio Gorgone in sala stampa, nel dopo gara: «Lascio i complimenti agli altri e tengo per me la rabbia. Si deve capire che le partite non finiscono mai. Paradossalmente, una squadra può condurre una gara in modo pessimo per 90 minuti e poi vincerla in extremis. A noi, a dire il vero, non è mai accaduto. Non ricordo un incontro in cui il Pescara ha vinto senza meritarlo».
Anche a Carrara sono stati fatali gli ultimi minuti: «In venti minuti totali, tra la gara persa con la Sampdoria in casa e oggi (ieri, ndc), abbiamo buttato via sei punti. Un peccato. Quando si presenta l’occasione per chiudere i giochi bisogna essere spietati. Avremmo potuto andare sul 3-1 in una fase determinante del match. Certo, non posso dire che Insigne abbia sbagliato volontariamente quel rigore in movimento dopo il palo colpito da Meazzi. Impossibile che uno come lui sia arrivato sul pallone rilassato. Sbagliano tutti e bisogna accettarlo. Non è mia abitudine, come ho detto la settimana scorsa, cercare colpevoli. Ci sarà tempo per farlo, eventualmente».
Nella prima mezz’ora il Pescara è apparso sottotono: «Eravamo un po’ piantati. Abbiamo avuto una partenza molto macchinosa, soffrendo il terreno di gioco sintetico con l’erba alta. Loro sono più abituati a giocarci. Dopo il gol di Letizia la Carrarese ha arretrato molto, attuando un blocco molto basso ed era complicato aggredirli. Forse in alcuni momenti della gara è stata concessa qualche ripartenza di troppo». È mancato qualche spunto personale sulla trequarti? «Ai centrocampisti avevo chiesto di trovare l’ultimo passaggio senza rinunciare a concludere anche da fuori area. Con la Carrarese molto schiacciata siamo rimasti al limite della loro area per troppo tempo senza trovare la giocata giusta».
Cosa non ha funzionato sui due gol subiti? «Sul primo gol si è inserito bene Di Stefano da dietro e ha anticipato Capellini, anche se dovrò rivedere bene l’azione per capire cosa non ha funzionato. Il 2-2 è scaturito da una palla inattiva. Quando difendi a zona hai dei vantaggi per alcuni aspetti, ma se gli avversari arrivano sulla palla con il terzo tempo e saltano più in alto di noi, diventa complicato». Ci sarà da soffrire fino alla fine: «Esatto, ma sono convinto che la gioia sia solo rimandata».
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