28 ottobre

Oggi, ma nel 1940, ad Atene, l'ambasciatore italiano in Grecia Emanuele Grazzi consegnava l'ultimatum di Benito Mussolini al primo ministro ellenico Ioannis Metaxas prima d'invadere la Penisola. Nel documento il Duce concedeva 3 ore di tempo per accettare che le truppe italiane occupassero alcuni punti militarmente strategici per la durata del conflitto italiano contro la Gran Bretagna. Metaxas, che pure era considerato filo-fascista, si comportò da fervente nazionalista e giudicando umilianti le condizioni poste da Roma rifiutò. Quel diniego causerà, a partire dalle 3 ore successive, 6 mesi di guerra tra Epiro e Albania del sud (nella foto una vignetta satirica del tempo). Uno scontro armato, fino al 23 aprile 1941, con 25mila vittime complessive, a cominciare dal primo assalto tra gli eserciti dei generali Sebastiano Visconti Prasca e Alexandros Papagos sul confine albanese, che culminerà con la sconfitta italiana. Dal 1946 in Grecia e a Cipro si ricorderà il "no" di Metaxas con una festa nazionale civile.

