28 Settembre

27 Settembre 2018

Oggi, ma nel 1980, a Roma, cadeva il secondo governo presieduto da Francesco Cossiga. Ufficialmente per il rigetto da parte del Parlamento, nella votazione a scrutinio segreto, della legge finanziaria '80. Il governo, il 37° della Repubblica, il 2° della legislatura VIII, in carica dal 4 aprile precedente, composto da una coalizione formata da Democrazia cristiana, Partito socialista e Partito repubblicano, durerà 197 giorni: fino al 18 ottobre quando subentrerà come presidente del Consiglio dei ministri Arnaldo Forlani, sempre democristiano. In realtà, a decretare la fine del Cossiga II non erano stati tanto i franchi tiratori sulla Finanziaria quanto i pesanti postumi del caso che, tra maggio e luglio,  avevano coinvolto il premier insieme con l'allora vicesegretario della Dc, Carlo Donat Cattin (i due nella foto). Cossiga era stato processato dalla commissione inquirente per presunte rivelazione di atti d'ufficio e presunto favoreggiamento su Marco Donat Cattin, latitante, ex componente del direttivo nazionale della formazione terroristica Prima linea e, tra l'altro, assassino del giudice Emilio Alessandrini, il 29 gennaio 1979, a Milano. Camera e Senato riuniti in seduta comune avevano rigettato con 507 no e 416 sì la richiesta del Pci (seguita alle rivelazioni del brigatista pentito Patrizio Peci e del piellino, collaboratore di giustizia, Roberto Sandalo) di rinviare Cossiga davanti all'Alta corte.

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