29 marzo

Oggi, ma nel 1992, ad Arezzo, nella caserma “Luigi Cadorna”, alle 15.50, il militare di leva del 225° battaglione di fanteria della brigata meccanizzata “Friuli” dell’Esercito Massimiliano Biondo, di 19, palermitano residente a Concorezzo, in quel di Milano, feriva letalmente, con 19 colpi di fucile “Fal” d’ordinanza calibro 7.62, il commilitone Riccardo Cristianini, coetaneo, originario di Sant’Angelo in Campo di Lucca. La corsa verso l’ospedale aretino “San Donato” e l’intervento salvavita durato sei ore si riveleranno inutili. Cristianini spirerà il giorno dopo, 30 marzo, domenica. L’assassino era di guardia, quindi armato, su una torretta del 225° battaglione fanteria Arezzo agli ordini del tenente colonnello Giovanni Fantini. Mentre la vittima era intenta a spazzare il piazzale.
La scarica - e non uno sparo partito accidentalmente - di proiettili esplosi uno alla volta e non in raffica, praticamente svuotando il caricatore da 20, centrava il poveraccio soprattutto all’addome (nella foto, particolare, la notizia riportata sul quotidiano meneghino “Corriere della Sera”, del 31 marzo di quel 1992, nel pezzo a firma di Aldo Grandi). Sembrava quasi un’esecuzione. E il fatto di sangue riaccendeva nell'opinione pubblica del Belpaese, già sensibilmente affetta dalla deriva antimilitarista che porterà a sospendere, dall'1 gennaio 2005, la coscrizione obbligatoria, il tristemente noto dibattito sulla pericolosità e circa l'opportunità o meno della naja in uso dal 13 agosto 1802 nella Repubblica italiana napoleonica su proposta del vice presidente Francesco Melzi d'Eril. I due soldati in questione non si conoscevano e non avevano avuto diverbi in precedenza.
Tra l'altro il primo era in servizio da febbraio mentre il secondo da una settimana. Anche per questo, secondo quanto riferito dal comandante della “Friuli”, il generale di brigata Antonio Catena, verosimilmente si trattava di delitto commesso sotto impulso di "lucida follia". E non verrà creduta la versione che verrà fornita dal killer: ovvero d'aver agito in stretta osservanza del protocollo dopo aver intimato a gran voce l’alt che non sarebbe stato rispettato da Cristianini. Secondo le rivelazioni che fornirà il padre dell’omicida, Salvatore Biondo, carrozziere con officina ad Agrate Brianza, il figlio avrebbe mostrato segni di turbamento psichico già a casa, durante i 10 giorni di licenza dei quali aveva usufruito. La cerimonia funebre di Cristianini verrà officiata, il 31 marzo successivo, nella chiesa lucchese di Sant’Anna.
