3 APRILE

2 Aprile 2022

Oggi, ma nel 1860, a Saint Joseph, nel Missouri, con Johnson William Richardson, e contestualmente, a Sacramento, in California, con William Hamilton, iniziavano le prime due corse a cavallo del servizio statunitense di posta prioritaria Pony Express. I fondatori erano William Russell, Alexander Majors e William Waddell.

Per poter coprire adeguatamente il pionieristico lavoro di recapito la distanza tra i due punti, Saint Joseph e Sacramento, di 2961 chilometri, veniva ripartita in 190 stazioni, tutte con stalla annessa, distanti tra loro 16 chilometri. Il sistema resisterà fino all’ottobre 1861 e, seppur per quel breve periodo, sarà il mezzo di collegamento delle informazioni più importante tra l’est e l’ovest degli States, prima dell’arrivo del telegrafo, che rivoluzionerà quantità e velocità del flusso dei messaggi.

Il servizio era in funzione tutto l’anno, di giorno e di notte, indipendentemente dal meteo. I cavalieri, col mochila, il sacco con le missive, a tracolla, svolgevano turni in staffetta di 120 chilometri di galoppo prima di ricevere il cambio. Spesso però, per contingenze varie, erano costretti a sobbarcarsi la doppia tratta, rimanendo in sella anche 20 ore consecutive.

I quadrupedi utilizzati erano da 1,5 metri d’altezza al garrese, per questo la dizione pony abbinata alla celerità. La consegna di un dispaccio, dall’Atlantico al Pacifico, richiedeva, infatti, massimo 10 giorni: attesa considerata molto ridotta per gli standard del tempo. Tutto questo impegno comunque non consentirà alla società Pony Express di ottenere l’appalto governativo esclusivo che avrebbe risolto ogni problema economico.

Debiti per 200mila dollari a fronte di incassi per 90mila e lo scoppio della guerra di secessione, che durerà dal 12 aprile 1861 al 23 giugno 1865, contribuirà alla chiusura della ditta Pony Express. In Italia, nel 1985, a Roma, in via Ghirza, aprirà l’attività di recapito postale urgente che avrà lo stesso nome, Pony Express, e il cavallo con cavaliere al galoppo e rotolo con documenti in pugno quale simbolo, prendendo spunto dalla storica esperienza d’oltreoceano.

Proprio vedendosi consegnare un copione per una parte da un fattorino con casco e pettorina arrivato in motorino, mentre era nella sua casa romana di Campo dei Fiori, dove abitava con la moglie, la conduttrice televisiva Mara Venier, l’attore Jerri Calà avrà l’intuizione per la realizzazione del film intitolato “Il ragazzo del Pony Express”.

Nella pellicola, che uscirà nelle sale cinematografiche del Belpaese nel 1986 e sarà diretta dal regista Franco Amurri, Calà interpreterà Agostino “Ago” Braghetti, alias “Belva”. Un neolaureato costretto dalla necessità a quell’impiego di postino super rapido che si innamorerà di Claudia, ovvero Isabella Ferrari. Il giovane, girando in Vespa Piaggio e nel finale proprio su un destriero (nella foto, particolare, la locandina) per la Capitale, farà di tutto per conquistarla, tra un pacco e una lettera da far arrivare in tempo a destinazione. Il lungometraggio diverrà un’icona giovanilistica nel panorama della commedia nazionale degli anni ’80.