3 Febbraio

Oggi, ma nel 1981, ad Acilia di Roma, nella villa di Libero Mancone, Maurizio Abbatino ed Edoardo Toscano, componenti della Banda della Magliana, uccidevano l'altro componente dell'organizzazione malavitosa capitolina Nicolino Selis (nella foto), detto "il sardo", nato a Nuoro nel 1952. Poi scioglievano il cadavere con la calce sul lungotevere. I resti del corpo non verranno mai ritrovati. Selis, in contatto con Raffaele Cutolo, boss della Nuova camorra organizzata, insieme con un altro elemento della Banda della Magliana, Antonio Mancini, soprannominato "accattone", nativo di Castiglione a Casauria, in provincia di Pescara, classe 1948, futuro collaboratore di giustizia, aveva portato nell'Urbe il sistema criminale simile a quello impiantato da Cutolo a Napoli, ovvero esente da infiltrazioni delinquenziali esterne alla città. Nello stesso giorno di Selis veniva soppresso anche Antonio Leccese, il cognato, unico testimone scomodo dell'ultimo incontro avvenuto tra "il sardo" e i vertici della banda, compreso Enrico De Pedis "Renatino", all'Eur, davanti alla Fiera di Roma. Con la Banda della Magliana Selis aveva partecipato, come prima azione di fuoco, il 25 luglio 1978, all'omicidio di Franco Nicolini, conosciuto come "Franchino er criminale", a capo del giro delle scommesse clandestine gravitanti intorno all'ippodromo di Tor di Valle.
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