3 Gennaio

2 Gennaio 2021

Oggi, ma nel 1889, a Torino, in piazza Carignano, il filosofo tedesco, di Rocken, Friedrich Nietzsche, classe 1844, vedendo un cocchiere fustigare a sangue il proprio cavallo, inveiva furibondo contro l'uomo abbracciando e baciando l'animale. Cadeva quindi a terra, in preda a spasmi, sbavando, si dimenava e urlava a squarciagola d'essere il nuovo Dioniso e chiamando il quadrupede Richard, con riferimento all'amico compositore Wagner. L'episodio, verosimilmente, sarebbe stato meno enfatico di quanto tramandato nelle biografie e l'autore di Ecce Homo -che verrà pubblicato postumo, ma che era stato finito di scrivere proprio nella stanza presa in affitto, per 30 lire al mese, nella città subalpina, in via Carlo Alberto numero 6, dai coniugi Davide e Candida Fino, proprietari di una piccola rivendita di giornali in piazza Carlo Alberto- si sarebbe limitato a redarguire il malcapitato cocchiere e, per tale motivo, sarebbe stato ripreso dalle guardie municipali richiamate dagli schiamazzi. Contestualmente all'accadimento, però, Nietzsche prenderà ad inviare, dalla sua camera con pianoforte, i biglietti della follia. Ovverosia deliranti lettere indirizzate a importanti personalità del tempo, firmate proprio come Dioniso. Ne vergherà anche una all'attenzione del re d'Italia Umberto I di Savoia. Pochi giorni dopo il fatto del cavallo, Nietzsche, l'ordigno umano capace di far saltare ogni dogma morale, religioso, istituzionale di fine '800, lascerà definitivamente il capoluogo piemontese per Basilea, dove verrà ricoverato, su interessamento dell'amico Franz Camille Overbeck, teologo protestante, in una clinica per malattie mentali. Il crollo psicofisico torinese non riuscirà mai ad avere cause chiarite con certezza. Verranno ipotizzate tre probabilità di tipo medico: neuro-sifilide, psicosi maniaco-depressiva, avvelenamento cronico da mercurio usato come farmaco anti-sifilitico prima dell'avvento degli antibiotici. Paralisi progressiva indotta dalla sifilide sarà il responso più attendibile. La concausa verrà individuata nell'enorme sforzo creativo richiesto a se stesso, nonostante la salute già precaria. Sul luogo della prima vera crisi di follia pubblica di colui che, con le sue opere, sarà semplicemente in grado di rivoluzionare il pensiero occidentale a cavaliere tra Ottocento e Novecento e innescare l'energia dirompente del nuovo secolo, l'amministrazione comunale, il 15 febbraio 1944, ricorrenza del centenario della nascita, apporrà la targa (nella foto, particolare) commemorativa. Vi sarà inciso: "In questa casa Federico Nietzsche conobbe la pienezza dello spirito che tenta l'ignoto, la volontà di dominio che suscita l’eroe. Qui, ad attestare l’alto destino e il genio, scrisse Ecce Homo, libro della sua vita. A ricordo delle ore creatrici".

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