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Oggi, ma nel 1972, a Sapporo, in Giappone, si teneva la cerimonia di apertura, alla presenza dell’imperatore Hiroito, delle XI Olimpiadi invernali, la prima edizione in Asia e altrettanto al di fuori d’Europa e Nord America. Quei giochi a cinque cerchi sulla neve erano stati assegnati nella riunione romana del 26 aprile 1966, sessione numero 64, del Comitato internazionale olimpico. I nipponici potevano cosi recuperare la rinuncia del 1940, dettata dal coinvolgimento nel secondo conflitto mondiale.
Tra le 36 nazioni partecipanti, la delegazione azzurra si posizionava ottava nel medagliere, con cinque titoli: due ori, altrettanti argenti, un bronzo. La selezione tricolore, composta da 44 atleti, per la precisione 41 uomini e 3 donne, per 9 discipline, aveva il bobbista Luciano De Paolis, già campione olimpico di specialità, sia a due che a quattro, a Grenoble 1968, quale porta bandiera.
La medaglia del metallo più pregiato verrà conquistata da Gustav Thöni (nella foto, particolare, il campione in carica di Coppa del mondo di slalom gigante, in azione, il 9-10 febbraio 1972, sulla pista del Mount Teine) nello sci alpino, nello slalom gigante, e dal duo Paul Hildgartner e Walter Plaikner, nello slittino, nel doppio maschile. L’argento spetterà a Thöni, nello sci alpino, nello slalom, e al team composto da Nevio De Zordo, Adriano Frassinelli, Corrado Dal Fabbro, Gianni Bonichion, nel bob a quattro. Il bronzo andrà a Roland Thöni, cugino di Gustav, nello sci alpino, slalom.
L’oro di Sapporo ’72 rimarrà l’unico massimo riconoscimento olimpico di Thöni, originario di Trafoi, frazione di Stelvio, in provincia di Bolzano, classe 1951, nonostante le cinque medaglie d’oro mondiali: 1971, 1972, 1973, 1975. All’appuntamento olimpico di Innsbruck del 1976, incasserà “solo” l’argento, nello slalom speciale.

