TODAY

4 AGOSTO

Oggi, ma nel 1948, ad Aprica, in provincia di Sondrio, il pilota automobilistico Piero Carini, su Fiat 1100 sport, a 27 anni, si aggiudicava la terza edizione della classica su strada, da Tresenda, frazione di Teglio, fino ad Aprica, sempre nel circondario valtellinese di Sondrio.

Una gara affrontata in casa, essendo adottivo di Sondrio, nonostante fosse nato a Genova. Nella stagione agonistica 1952 debutterà in Formula 1 (nella foto, particolare, in azione durante il gran premio di Modena, il 14 settembre 1952, ultima sfida del mondiale, su HW M 52 alta, per il team britannico HW). In quell’anno gareggerà in due gran premi, uno anche al volante della Ferrari 166 F2 della scuderia Marzotto, dell’omonimo gruppo industriale tessile di Valdagno, capeggiata dal “conte volante” Giannino Marzotto, dal 1951, affiancando la guida di Franco Comotti.

Nel 1953 Carini verrà ingaggiato dalla squadra corse ufficiale Ferrari, sempre nella massima divisione delle quattro ruote a motore, sfrecciando sulla 553 F1 della casa di Maranello, disputando un gran premio, e posizionandosi tra assi come Nino Farina, Alberto Ascari, l’inglese Mike Hawthorn, Luigi Villoresi, Umberto Maglioli. Pur non riuscendo ad incassare risultati di rilievo tra le monoposto verrà considerato un buon driver in grado di dare filo da torcere a campioni di altissimo livello mondiale.

Dopo la chiusura della stagione 1953 tornerà alle prove su strada facendo valere la propria competenza. Il 14 marzo 1955 salirà sul gradino più alto del podio nell'iconico gran premio automobilistico di Dakar, in Senegal, su Ferrari 750 Modena. Troverà la morte, il 30 maggio 1957, a 36 anni, a Sant’Etienne, in Francia, nell’incidente, su Ferrari 500 TR “Testa rossa”, schiantandosi, a 200 chilometri all’ora, contro la vettura del portoghese Antonio de Borges Barreto, che ugualmente perirà in quella sciagura, durante la sfida per aggiudicarsi la 6 ore di Forez.