4 AGOSTO

3 Agosto 2023

Oggi, ma nel 1991, a largo delle coste del Transkei, in Sudafrica, naufragava, dopo l’esplosione verificatosi in sala macchine, la nave da crociera “Oceanos”, battente bandiera greca, di proprietà della Epirotiki Lines. A bordo vi erano 571 persone, che riusciranno a scamparla. Oltre al maltempo, al corto circuito accidentale, all’attacco terroristico dinamitardo quale ipotesi, nella sciagurata fine della “Oceanos” (nella foto, particolare, mentre colava a picco), verrà evidenziata anche l’incuria da parte dell’equipaggio e del primo ufficiale in capo.

Il mezzo, comandato da Yiannis Avranas, greco, classe 1940, era stato varato il 12 luglio 1952. Era stato costruito nei cantieri Forges de la Gironde, a Bordeaux, in Francia, per la società transalpina Messageries maritimes. Nelle 5 esistenze di servizio precedenti, il natante aveva avuto come nome anche “Ancona”, come la città marchigiana, dal 1972 al 1974, quando era registrata a Limassol, nell’isola di Cipro, e a seguire, “Brindisi Express”, come lo scalo portuale pugliese, nel 1974, quando era iscritta nei registri matricolari di Singapore, tutto in ricordo dei fasti avuti navigando nelle acque del Belpaese. La stazza lorda era di 14mila tonnellate, la lunghezza di 153 metri, la larghezza di 20.

Il giorno della sciagura aveva lasciato il porto di East London, sempre in Sudafrica, ed era diretta a Durban. Era salpata nonostante le avverse condizioni meteo. Lo scoppio causava la perdita di propulsione dell’ex transatlantico, l’acqua imbarcata inondava il locale del generatore elettrico, che andava alla deriva.

L’equipaggio, in preda al panico, peccava non chiudendo immediatamente le paratie stagne. Inoltre, non veniva lanciato l’allarme né all’esterno, per sollecitare i soccorsi, né allertando i malcapitati vacanzieri. Questa contestualità darà vita a feroci polemiche anche perché chi avrebbe dovuto effettuare per ultimo l’abbandono della nave, a cominciare da Avranas, in realtà stava, verosimilmente, cercando di filarsela, senza curarsi del carico umano. In finale, il comandante non subirà alcuna sanzione legale, né disciplinare da parte della compagnia di navigazione, che faceva capo ad Alevizos Klaudatos. Ma la moglie di Avranas, la britannica Davina Avrana, racconterà la sua versione dell’accaduto nel volume “The Oceanos tragedy”, che verrà pubblicato dalla casa editrice Torrance, di Pittsburgh, nel 1994.