4 GIUGNO

3 Giugno 2023

Oggi, ma nel 1983, a Venezia, a palazzo Ducale, nell’appartamento privato del Doge, veniva inaugurata la mostra “L’esercito di terracotta”, con alcuni dei pezzi rinvenuti nella tomba di Qin Shi Huang a Xi’ an, primo imperatore della Cina, della dinastia Han, terminata nel 24 dopo Cristo, che lo aveva fatto interrare a guardia del proprio feretro. L’esposizione era stata allestita al posto della retrospettiva su Vincent Van Gogh, con i capolavori presenti nel museo di Amsterdam, che era saltata per problemi burocratici.

Era la prima occasione di poter osservare simili tesori archeologici cinesi in occidente. Per la precisione, si trattava di 105 reperti, databili fino a 70 secoli prima. Non a caso la città lagunare, da due anni era gemellata con Suzhou, luogo che l’esploratore Marco Polo aveva visitato nel suo viaggio alla scoperta della civiltà millenaria. L’armata (nella foto, particolare, con dettaglio su alcuni esemplari), era stata realizzata tra il 206 ed il 246 avanti Cristo, dal sovrano che aveva fatto costruire anche la Grande muraglia cinese, approntata a partire dal 215 avanti Cristo.

La scoperta del sito funerario era avvenuta nel 1974, da parte del contadino Yang Zhifa. I pezzi forti da ammirare erano due guerrieri ed un cavallo del singolare schieramento, composto da 6mila simulacri, realizzati a grandezza naturale, con altezza delle statue, di 180 centimetri. Il novanta per cento del materiale presente nell’allestimento marciano era uscito per la prima volta dalla Cina ed i soldati erano originali e non copie realizzate ad Hong Kong, di fattura piuttosto rozza, come quelle portate a Lugano due anni addietro, dal 5 al 12 settembre 1981.

Il catalogo, uscito contestualmente, era curato da Livio Colasanti, per Silvana editoriale, di Cinisello Balsamo, in provincia di Milano. Parallelamente a Pechino, teneva banco la mostra di opere sul Rinascimento italiano. I guerrieri di terracotta verranno ospitati nuovamente in Italia, a Venezia, il 14 maggio 1994, ma i pezzi saranno di più rispetto alla prima volta: dieci soldati e due cavalli.