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Oggi, ma nel 1739, a Roma, Papa Clemente XII affidava al cardinale Giulio Alberoni, per il tramite del cardinale Giuseppe Firrao, segretario di Stato vaticano, l’incarico di occuparsi della spiritualità di San Marino. L’obiettivo del pontefice, Lorenzo Corsini, fiorentino, classe 1652, eletto sul soglio di San Pietro il 12 luglio 1730, era quello di ottenere, dalla reggenza del Titano, un atto ufficiale che affermasse la sovranità della Santa sede sulla piccola, ma strategica, realtà territoriale.
La manovra del Santo padre prendeva le mosse dalla necessità, tutta politica, di impedire che le truppe asburgiche si impossessassero di San Marino, avendo già preso Carpegna. Quella coordinata dal cardinale Alberoni, legato papalino a Ravenna, sarà nota come “occupazione alberoniana” (nella foto, particolare, affresco contro il cardinale Alberoni, nella sala del Consiglio grande e generale, nel Palazzo pubblico di San Marino), dal 17 ottobre successivo al 5 febbraio 1740, si consumerà militarmente e vedrà il ritorno di San Marino all’indipendenza, come repubblica, nel giorno di Sant’Agata, che diverrà festa solenne.
Il piano strategico di Alberoni, considerato la prima ed unica invasione straniera sammarinese, era stato posto in essere anche in previsione di quella che verrà chiamata “guerra di successione austriaca”. Si consumerà dal 16 dicembre 1740 al 18 ottobre 1748, avrà anche il Belpaese come teatro delle mire espansionistiche di Maria Teresa d’Asburgo. Quest’ultima, figlia dell’imperatore Carlo VI, che morirà il 20 ottobre 1740, a Vienna, privo di eredi maschi, salirà al trono come primogenita, a soli 23 anni.
L’operato di Clemente XII sarà portato avanti dal successore, Benedetto XIV, che verrà scelto in conclave il 17 agosto 1740 e rimarrà in carica fino al 3 maggio 1758.

