4 NOVEMBRE

Oggi, ma nel 1947, a Milano, nel giorno della celebrazione dell’unità nazionale, al civico 20 di via Gian Galeazzo, sei uomini della Volante rossa, organizzazione paramilitare di estrema sinistra con sede a Lambrate, comandata da Giulio Paggio, alias “tenente Alvaro”, sparavano a raffica contro Ferruccio Gatti, già luogotenente generale della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale, attuale responsabile milanese del Movimento sociale italiano, fondato a livello nazionale il 26 dicembre 1946, ed anche referente di zona dei Fasci di azione rivoluzionaria. Morirà nove giorni dopo, 13 novembre, per i postumi dell'agguato.
Contestualmente veniva ferito gravemente anche il figlio di Ferruccio Gatti, Riccardo, che aveva tentato di fare da scudo al padre col suo corpo. Riusciva, invece, a scamparla la moglie, Margherita Bellingeri. Il 21 novembre 1953, a Venezia, verranno condannati dalla corte d’assise d’appello, in secondo grado, all’ergastolo, per l’omicidio Gatti e per altri fatti di sangue Paggio, del 1925, di Saronno, ma meneghino d’adozione, e Paolo Finardi, ovvero “Pastecca”, del 1928, di Castel Bazzone di Bergamo, ma residente a Segrate. A 30 anni di reclusione, invece, Natale Burato, detto “Pino”, milanese del 1928.
L’8 febbraio 1951, a Verona, si terrà il processo di primo grado (nella foto, particolare, gli imputati volantisti dietro le sbarre durante l’udienza). Ma Paggio, Finardi e Burato fuggiranno a Praga, in Cecoslovacchia, tramite influenti aiuti del Pci e poi verranno graziati dal presidente della Repubblica italiana Sandro Pertini, il 26 ottobre 1978.
La Volante rossa era costituita da partigiani provenienti dalle brigate garibaldine numero 116, 117 e 118. Rimarrà attiva fino al 10 febbraio 1949, quando a Lambrate il colonnello dei carabinieri Sante Mantarro arresterà 27 volantisti, rei anche della soppressione di Felice Ghisalberti e di Leonardo Massaza, che avverrà il 27 gennaio 1949, sempre nel capoluogo lombardo.
Già dal 25 ottobre di quel 1947 vi erano state nella città ambrosiana azioni della Volante Rossa, in risposta ai primi comizi pubblici del Msi, dopo la destituzione dell’abruzzese Ettore Troilo, avvocato di Torricella Peligna, in provincia di Chieti, già comandante della Brigata Majella, quale ultimo prefetto di nomina partigiana, avvenuta il 27 settembre 1947, decisa dal presidente del Consiglio dei ministri Alcide De Gasperi, che aveva scatenato la ferma opposizione del Partito comunista italiano.
Tutta la vicenda verrà raccontata da Francesco Trento nelle 204 pagine del saggio intitolato “La guerra non era finita”, che verrà pubblicato dall’editore Laterza, di Roma-Bari, nel 2014.

