5 Aprile

Oggi, ma nel 1911, a Roma, in piazza della Esedra, futura piazza della Repubblica, al centro del complesso delle naiadi della fontana monumentale veniva inaugurata la scultura con zampillo, in pietra, realizzata dal palermitano Mario Rutelli, classe 1859, raffigurante tre tritoni avvinghiati con un delfino e un polipo a simulare una scena di lotta (nella foto). L'opera, che si doveva unire alle quattro ninfe in bronzo plasmate dieci anni prima sempre da Rutelli, era ritenuta un po' confusionaria. Verrà sarcasticamente ribattezzata dai romani "fritto misto" di Termini, per la vicinanza alla stazione ferroviaria principale. Il malcontento sarà crescente, a tal punto che l'amministrazione municipale la rimuoverà, spostandola nei giardini di piazza Vittorio Emanuele II, e commissionerà allo stesso Rutelli un lavoro sostitutivo, che sarà il Glauco, pescatore della Beozia divenuto divinità, che verrà piazzato l'anno successivo nello stesso periodo. Rutelli, figlio di Giovanni Rutelli, architetto titolare della impresa di costruzioni che, tra l'altro, nel 1897 aveva terminato la edificazione del teatro massimo Vittorio Emanuele II del capoluogo siciliano, era uscito dall'accademia di belle arti di Palermo, quindi si era perfezionato nella Capitale sotto la guida dell'artista Giulio Monteverde, di Bistagno, in provincia di Alessandria, del 1837, senatore del regno dal 1889 su nomina del sovrano sabaudo Umberto I proprio per meriti professionali. Mario Rutelli era anche il bisnonno del politico Francesco Rutelli, sindaco dell'Urbe dall'8 dicembre 1993 all'8 gennaio 2001.
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