5 Febbraio

4 Febbraio 2021

Oggi, ma nel 1977, a Torino, decollava per la prima volta, dall'aeroporto di Torino Caselle, il Tornado P.09, della Panavia, il caccia multiruolo con ala a geometria variabile, con la matricola X-587 (nella foto, particolare, dall'archivio storico dell'Aereonautica militare italiana, proprio mentre si alzava in volo). Ai comandi c'erano Pietro Paolo Trevisan, capo collaudatore dell’Aeritalia, e Manlio Quarantelli, sempre della medesima società torinese. L'aereo Mrca, ovvero Multi role combat aircraft, era il secondo prototipo italiano, assemblato nel capoluogo piemontese proprio dall’Aeritalia, società fondata il 12 novembre 1969 a Napoli, che nel 1990 confluirà in Alenia aeronautica, del gruppo Fiat. Era il nono mezzo sperimentale dell'articolato e promettente programma Tornado, che coinvolgeva le industrie aeronautiche di Gran Bretagna, Germania ovest e Italia. Il Belpaese riceverà, complessivamente, 100 mezzi, compresi dodici bicomando specifici per l'addestramento dell'Aeronautica militare. Il primo Tornado Panavia nazionale, impostato come cacciabombardiere supersonico in grado di decollare e atterrare in brevi distanze, si era staccato da terra, sempre nello scalo della città sabauda, il 5 dicembre 1975, con la matricola X-586. Si trattava del quinto esemplare di prova, chiamato P.05, il primo italiano. Aveva ai comandi sempre il pilota Trevisan. Quest'ultimo, oltre ad essere un valido comandante, sarà noto alle cronache non solo per il suo percorso professionale, prima da pilota militare e poi da collaudatore privato, ma anche per l'iter processuale, relativo alla sua cosiddetta pensione d'oro, da 5 milioni di lire al mese. La vertenza sarà inerente il rapporto di lavoro subordinato, proprio con l'Aeritalia, e il contenzioso inizierà il 15 giugno 1979 e terminerà il 10 ottobre 1984, con la Corte di cassazione che accorderà ragione a Trevisan, riconoscendogli il sontuoso mensile, dopo che inizialmente la questione darà filo da torcere al democristiano ministro del Lavoro Vincenzo Scotti, in carica dall'11 marzo 1978. Il cognome del secondo pilota Quarantelli, invece, sarà legato al sacrificio della sua vita fatto per salvare centinaia di persone. La morte, che avverrà, a Milano, al Policlinico, il 19 agosto 1984, infatti, sarà dettata dai i postumi, quali ustioni multiple e fratture vertebrali con contusione del midollo spinale, dell'incidente aereo occorso l'1 giugno 1984, mentre testava il primo prototipo di AMX A-1, lo A.01, destinato all'aviazione militare brasiliana, ma provvisoriamente in cielo con matricola sperimentale italiana MM X594. Il già tenente colonnello dell'Arma azzurra Quarantelli, passato al ruolo civile, invece di lanciarsi col seggiolino eiettabile, per salvarsi, in prossimità dell'atterraggio a Torino Caselle, accortosi dell'avaria al motore, sceglierà di pensare all'incolumità della folla presente nell'area dell'eventuale impatto del velivolo abbandonato, tra la tangenziale torinese e l'abitato di Caselle.

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