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5 Gennaio

Oggi, ma nel 1976, ad Afragola, in provincia di Napoli, in piazza Emanuele Gianturco, Vincenzo Moccia, accompagnato dai fratelli Luigi e Antonio, dell'omonimo clan criminale, fondato dal capostipite Gennaro Moccia, uccideva, con otto colpi di fucile a canne mozze sparati al collo, il maresciallo capo dei carabinieri Gerardo D'Arminio. Era componente di spicco del nucleo investigativo antimafia della caserma Pastrengo di Napoli. Stava indagando sui delicati legami della malavita campana-sicula-calabrese legati ai traffici di droga internazionale. Era stato incaricato di dirigere il nucleo antidroga e aveva scoperto il canale attraverso il quale arrivava l’eroina dal Perù, passando per Francoforte e per Milano. Aveva pure arrestato Antonio Ammaturo, che era a capo della holding criminale che trafficava in polvere bianca. Questo lavoro di scavo aveva segnato la sua fine prematura. Quando il killer e i complici erano giunti, a bordo di una Fiat 500 gialla, il militare teneva per mano il figlio di quattro anni, Carmine. Insieme erano nel negozio di giocattoli limitrofo alla piazza e alla loro abitazione per comperare il dono per la befana: una bicicletta. Vincenzo Moccia sconterà la pena di undici anni nel carcere di Formia, ma uscito di galera, il 22 novembre 1987, verrà fatto fuori da Giuseppe Fusco, sempre nell'ambito della spirale di regolamenti di conti tra gruppi di potere contrapposti per il controllo del territorio e della centrale di smercio degli stupefacenti. Alla memoria di D'Arminio verrà assegnata la medaglia d’argento al valor militare. Afragola, dove era stato anche comandante della stazione dell'Arma -prima del trasferimento nel capoluogo campano e dopo aver prestato servizio a Chieti, in Abruzzo, ad Isernia, in Molise, e a Palermo, in Sicilia- lo onorerà con una lapide (nella foto), che verrà apposta dall'amministrazione municipale, nel luogo dell'omicidio. La vittima era originaria di Montecorvino Rovella, in quel di Salerno, ed era del 1937. Era sposato con Anna Benvenuto, da cui aveva avuto quattro figli: Giusy, Orsola, il già menzionato Carmine e Marco.

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