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Oggi, ma nel 1960, in tutta Italia, raggiungeva la vetta della classifica, “Romantica”, del cantante Antonio Lardera, ovvero Tony Dallara, di 24 anni, brano composto da Renato Ranucci ossia Rascel, su testo di Dino Verde, vincitore della decima edizione del Festival di Sanremo, il 30 gennaio precedente.
Rascel aveva scritto la canzone ispirandosi a Huguette Cartier, sua compagna e poi moglie. Contemporaneamente alla versione dell’urlatore” di Campobasso, (nella foto, particolare, abbracciato a Rascel), per la cui interpretazione era arrivata la vittoria nella kermesse canora della Città dei fiori, vi era anche l’incisione sussurrata di Rascel, che aveva 48 anni, ovvero il doppio di Dallara, che però aveva avuto noie giudiziarie, per presunto plagio, con Nicola Festa e il suo pezzo “Angiulella”. Poi la tortuosa contesa si risolverà in favore di Rascel.
Iolanda Cristina Gigliotti, ossia Dalida, spopolerà in Francia con l’adattamento, in lingua transalpina, del tormentone Ugualmente accadrà in Gran Bretagna, con Jane Morgan. Nel Belpaese, in quel 1960, anche l’album “Romantic moods italiano”, di Claudio Villa, conterrà una cover tra le tracce. Dallara, classe 1936, il 6 gennaio 1961, con “Romantica”, che sarà il suo più grande successo, anche a livello internazionale farà sua pure la terza edizione di Canzonissima.
Nella categoria degli shouter nella fase tricolore del boom economico, vi rientravano, oltre a Dallara, anche Rino Sentieri, detto Joe, Adriano Celentano, Riccardo Sanna, in arte Ricky Gianco, Roberta Corti, alias Betty Curtis. La singolare tecnica interpretativa era favorita, a discapito del canto melodico, dal diffondersi dei juke-box.

