5 NOVEMBRE

4 Novembre 2022

Oggi, ma nel 1928, a Roma, Benito Mussolini partecipava alla posa della prima pietra per la realizzazione dell’edificio dell’Accademia fascista maschile di educazione fisica, ovvero quello che passerà alla storia del Ventennio in orbace come palazzo H, dalla forma dell’edificio. Era la prima opera di quello che diverrà il complesso del Foro italico, progettato dall’architetto carrarese Enrico Del Debbio -autore anche del limitrofo Stadio dei marmi- che diverrà la futura sede di rappresentanza del Comitato olimpico nazionale italiano, dal 1951, per scelta del presidente Giulio Onesti, in carica dal 27 luglio 1946 fino all’avvento di Franco Carraro, l’8 marzo 1978. La struttura, situata in quello che sarà largo Lauro De Bosis, antifascista autore del volo sacrificale sull’Urbe, del 3 ottobre 1931, verrà inaugurata nel 1932 e poi restaurata nel 2018.

Sarà uno degli esempi di pregio dell'architettura del razionalismo del periodo littorio. All’interno, nel salone d’onore, vi sarà anche il grande e controverso dipinto, realizzato dal fiorentino Luigi Montanarini, intitolato “Apoteosi del fascismo”, che dal 1944 al 1997 rimarrà coperto da un telo, a causa del suo significato simbolico, prima che la Soprintendenza ai beni culturali dell'Urbe non imporrà di scoprirlo e restaurarlo in nome del valore artistico. Ma nel frattempo che il fabbricato ad H venisse innalzato (nella foto, particolare, il cantiere proprio durante i lavori edili di realizzazione) l’Accademia inizierà i corsi, il 7 febbraio di quel 1928, nella sede provvisoria.

Che sarà alla Farnesina e per questo inizialmente sarà detta Accademia fascista della Farnesina. Come istituzione era stata ideata per formare gli istruttori di ginnastica delle scuole e dell’Opera nazionale balilla. Soprattutto dopo la chiusura delle scuole di Magistero della Capitale, di Torino e di Napoli, che era avvenuta nel 1923, per l'entrata in vigore della riforma voluta dal ministro della Pubblica istruzione Giovanni Gentile, Ma, su indicazione di Renato Ricci, presidente dell’Opera nazionale balilla, dall’inizio del 1929, l'Accademia della Farnesina subirà la crescente politicizzazione e diverrà il centro di formazione, in senso patriottico ed unitario, dei dirigenti delle principali organizzazioni in camicia nera.