6 Agosto

5 Agosto 2018

Oggi, ma nel 1863, a Portici, al Reale Opificio borbonico di Pietrarsa, lo sciopero dei lavoratori veniva represso nel sangue dai bersaglieri. I morti furono sette e i feriti venti. Le prime vittime risulteranno: Luigi Fabbricini, Aniello Marino, Domenico Del Grosso e Aniello Olivieri. La fabbrica, fondata nel 1840, era la principale sede di produzione di rotaie, locomotive ferroviarie (dal 1845 e su licenza inglese) e materiale rotabile dell'Italia appena unificata. Lo stabilimento verrà chiuso nel 1975 e dal 7 ottobre 1989 diverrà il Museo ferroviario di Pietrarsa. Inizialmente contava 1050 operai, ma già il 31 luglio 1863 erano scesi a 458 per i tagli decisi dal direttore Jacopo Bozza. La rivolta, dopo precedenti avvisaglie alla proprietà da parte delle maestranze, anche con scritte vergate a carbone contro il muro esterno, era scoppiata per protestare contro i continui licenziamenti, contro la riduzione dei salari e soprattutto contro l'arbitrario aumento degli orari di lavoro già disumani.

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