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6 agosto

Oggi, ma nel 1919, a New York, veniva pubblicata sulla rivista mensile di genere pulp "All-Story Weekly", fondata da Frank Munsey nel 1905, nel numero datato sabato 9 agosto 1919, la prima puntata, delle cinque previste, del romanzo "La maledizione di Capistrano", nella quale faceva la sua apparizione, per la prima volta, la figura di Zorro - giustiziere mascherato ed abile spadaccino, innamorato di Lolita Quintero - scritta dallo statunitense Johnstone McCulley, di Ottawa, classe 1883. L'opera letteraria d'avventura era ambientata nell'alta California della prima metà dell'800, ovvero nell'era della California spagnola, e narrava le intrepide gesta di don Diego Vega, alias Zorro, in spagnolo “Volpe”, il quale, insieme al suo servitore sordomuto Bernardo, combatteva, nello scenario rurale delle missioni spagnole californiane e dei pueblos di quegli anni, le crescenti ingiustizie. Particolarmente quelle alimentate dal capitano Juan Ramon e dal sergente Tio Gonzales, e difendeva a suo modo gli oppressi: disseminando “Z” incise con la sua spada.

Le cinque puntate verranno raccolte e ripubblicate, accorpate in volume, nel 1924, con il titolo “Il segno di Zorro”, dalla casa editrice di New York Grosset & Dunlap. L’operazione editoriale avverrà dopo il successo che avrà l'adattamento cinematografico, in versione film muto, in bianco e nero, del 27 novembre 1920, data dell'uscita newyorkese, “Il segno di Zorro” (nella foto, particolare di una scena di duello), del regista a stelle e strisce Frederick Liedtke, alias Fred Niblo, prodotto da Douglas Fairbanks. In Italia la pellicola arriverà il 23 giugno 1922 e sarà accolta calorosamente dal pubblico del Belpaese che era in fase subito precedente alla marcia su Roma, del 27 ottobre di quell’anno.

Nel 1940 il rifacimento del lungometraggio “Il segno di Zorro” sarà diretto dal regista armeno naturalizzato Usa Rouben Mamoulian. Il film vedrà la magistrale interpretazione dell’attore Tyrone Power, padre della cantante Romina, che il 26 luglio 1970 diverrà consorte del cantautore Al Bano Carrisi, proprio nel ruolo in costume di don Diego Vega, ovvero Zorro. La versione per il grande schermo italiano, che sarà proiettata dopo la conclusione del secondo conflitto mondiale, verrà doppiata nella lingua di Dante Alighieri a Madrid, tra il 1943 e il 1944, da un gruppo di attori italiani presenti nella capitale spagnola. Questi ultimi, impossibilitati a tornare in patria per gli avvenimenti del 25 luglio e dell'8 settembre 1943, accetteranno la proposta della casa di produzione americana 20th Century Fox di lavorare ad una serie di titoli per la ripresa cinematografica post bellica. Gli attori-doppiatori erano: Emilio Cigoli, Paola Proto ovvero “Paola Barbara”, Nerio Bernardi, Franco Coop, Felice Romano e Anita Farra.