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6 gennaio

6 Gennaio 2026

Oggi, ma nel 1928, a Napoli, nel campo militare dell'Arenaccia di corso Malta, la compagine calcistica casalinga, militante in prima divisione nazionale, ovvero la massima serie, veniva battuta, in confronto amichevole, 0-1 dai calciatori della Nocerina, di seconda divisione, corrispondente alla serie C, che lottando con tutte le energie disponibili si guadagnavano, da “orsacchiotti” il più aggressivo soprannome di “molossi”, come la razza dei cani da combattimento, annoveranti anche i "mastini", particolarmente apprezzata per le doti di forza e di resistenza.

Nomignolo che verrà consacrato, grazie alla definizione del giornalista Giovanni Zoppi, fondatore del periodico sportivo “Risorgimento Nocerino”, nel campionato successivo, quello del 1929, il 21 gennaio, nell’accesa sfida del girone d’andata, che terminerà 3-0 in favore dei rossoneri di Angelo Montiglio, contro lo Stabia di Castellammare, in Piazza d’armi, davanti a 3mila spettatori. Zoppi si esprimerà nella sua poesia con le seguenti parole: «Nell’ardore della pugna, voi chiamaste il nocerino il molosso ossia il mastino dello sport calciator. […] Il molosso nocerino, sia Montiglio, sia Bertagna, è capace che si magna le tue vespe in un boccon».

La rete decisiva in quel giorno dell’Epifania del sesto anno dell’era fascista, nello stadio che sarà intitolato alla memoria del generale Alberico Albricci, già ministro della Guerra del regno d'Italia dal 24 giugno 1919 al 13 marzo 1920, veniva messa a segno, nella ripresa, da Carlo Ceresole, detto “Ceresoli” ed entrerà nell’almanacco della storia del pallone del Belpaese. La squadra partenopea del patron Giorgio Ascarelli, sorta il 25 agosto 1926, era un sodalizio ben più strutturato di quello di Nocera Inferiore (nella foto, particolare, lo schieramento della stagione agonistica ‘28), sorto l’1 febbraio 1910, allenato da Giorgio Sellitti e presieduto da Salvatore Buonocore, che era composto prevalentemente da giovani del luogo e da soldati di stanza nella cittadina in provincia di Salerno.