6 NOVEMBRE

5 Novembre 2022

Oggi, ma nel 1928, a Mascali, in provincia di Catania, l’intero abitato veniva distrutto dall’eruzione del vulcano Etna iniziata il 2 novembre precedente e che terminerà dopo 18 giorni, il 20 novembre successivo.

Mascali veniva sommersa, proprio nella notte di San Leonardo, il santo patrono, fino alla mattina del 7 novembre, dalla lava che si era incanalata nel letto del torrente Pietrafucile, proveniente dalla faglia a 1200 metri d’altezza, che si era aperta il 4 novembre. Si salvava dalla furia distruttiva della colata solo la frazione di Sant’Antonio.

Era l’eruzione magistralmente eternata nell’incisione del visionario artista olandese Maurits Cornelis Escher “La casa nella lava”, tra Mascali e Nunziata. La cittadina di Mascali verrà ricostruita tra il 1930 e il 1937, con i contributi fatti assegnare dal Duce, attraverso il ministro dei Lavori pubblici Giovanni Giuriati.

Solo per le opere pubbliche, come l’acquedotto, la scuola elementare (nella foto, particolare, quella preesistente, incastrata tra lava e detriti scesi a valle, con residenti intenti ad ispezionare i danni), il Duomo di San Leonardo di Noblac e le chiese secondarie nelle frazioni, il Municipio, il cimitero, i ricoveri stabili, ovvero le case per i senzatetto meno abbienti, verranno elargiti 12 milioni di lire. Cifra alla quale si dovrà aggiungere quella che verrà stanziata per favorire la ricostruzione delle abitazioni per i più benestanti, con rimborsi fino al 60 per cento che includevano anche l’acquisizione e la sistemazione di terreni coltivabili.

L’abitato, edificato secondo rigidi e razionali criteri fascisti, imposti dall’architetto e ingegnere palermitano Camillo Autore, professore di Architettura elementare e di Architettura tecnica nell’università di Messina, cultore dell’impiego del moderno cemento armato, che tenessero conto anche di parametri di sicurezza anti sismici appena adottati, sarà posto più a valle, a ridosso della strada statale di collegamento a Catania e a Messina, a metà strada tra Fiumefreddo di Sicilia e Giarre. Si estenderà dal mare alla montagna.

Mascali, con le feste civili nella Casa comunale littoria, verrà menzionata nel romanzo intitolato “Don Giovanni in Sicilia”, pubblicato dall’editore milanese Rizzoli nel 1941, dello scrittore Vitaliano Brancati, originario di Pachino, in quel di Siracusa, classe 1907, che trascorrerà tempo a Mascali proprio negli anni ’30 quando il padre sarà commissario prefettizio, e che nel libro riverserà il suo antifascismo.