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7 febbraio

7 Febbraio 2026

Oggi, ma nel 1998, a Nagano, in Giappone, prendeva l’avvio, con la cerimonia d’apertura, l’edizione XVIII dei Giochi olimpici invernali, che si concluderà il 22 febbraio successivo, e che il 14, a Lizuna, nell’impianto Spiral, vedrà l’abruzzese Tartaglia, carabiniere scelto originario di Casalbordino, del 1968, appendere al collo la medaglia d’oro a cinque cerchi nel bob a due, come frenatore. Gareggerà spingendo e poi accucciandosi nello spazio posteriore della guidoslitta contrassegnata “Italia 1” e caratterizzata dalla livrea rossa, pilotata Günther Huber, anche lui dell’Arma, di Brunico, classe 1965 (nella foto, particolare, i due in azione proprio sulla pista ghiacciata del Paese del sol levante). I due atleti azzurri meriteranno il massimo riconoscimento in ex aequo con l’equipaggio canadese composto da Pierre Lueders e David MacEachern. Quella dell’abbinata Huber/Tartaglia sarà insieme alla medaglia che conquisterà, il 19 febbraio, a Shiga Kogen, Deborah Compagnoni -nativa di Bormio, ma di base a Santa Caterina Valfurva, del ’70, della Forestale- nello slalom gigante femminile, il bottino più prezioso per la delegazione del Belpaese. In particolare per la futura signora Benetton -dopo 11 anni di fidanzamento, dal 1997 al 2008, lo sarà per 13 anni, dal 28 giugno 2008 fino al 23 gennaio 2021, quando avverrà la separazione dal rampollo Alessandro, secondogenito dell’imprenditore trevigiano Luciano- sarà il terzo oro olimpico consecutivo in altrettante edizioni dei Giochi. Ovvero, oltre al già menzionato successo, il supergigante di Albertville, in Canada, del 18 febbraio ‘92, e lo slalom gigante di Lillehammer, in Norvegia, del 24 febbraio ’94. Per Tartaglia, che parteciperà complessivamente a quattro Olimpiadi delle nevi, sarà l’unico primo posto, prima di ritirarsi dall’agonismo, nel 2002, e di rivestire, fino al 2017, il ruolo di responsabile della preparazione atletica e di referente del coordinamento generale per la Coppa del mondo delle nazionali maschili di bob, prima, e di slittino, poi. Il sodale Huber era il secondogenito di una famiglia con quattro fratelli talentuosi slittinisti, tutti di livello olimpionico e tutti in forza al gruppo sportivo della Benemerita. Ovvero: Arnold, del ’67, Wilfried, del ’70 -oro nel doppio a Lillehammer, il 18 febbraio '94, con sei edizioni dei Giochi alle spalle-, e Norbert, del 1964.