8 Aprile

7 Aprile 2020

Oggi, ma nel 1994, a Saviano, in provincia di Napoli, nel tentativo di far fuori, per ritorsione, Antonio Alfieri, di 26 anni, figlio del boss Carmine Alfieri, soprannominato "o ntufato", ossia l'arrabbiato, per via della tipica espressione del viso a ghigno, classe 1943, divenuto collaboratore di giustizia, veniva uccisa Maria Grazia Cuomo, di 56 anni. Era la sorella di Giuseppina, sposata con Francesco Alfieri, fratello ancora in vita del boss Carmine: l'altro fratello, Salvatore, era stato assassinato il 26 dicembre 1981. Francesco Alfieri verrà poi colpito mortalmente nel 2004. Maria Grazia Cuomo, impallinata nel letto, non era sposata ed era non direttamente coinvolta nelle vicende camorristiche. Gli uccisori non verranno mai individuati. La fine di Maria Grazia era l'ennesima puntata di una scia di sangue che tratteggiava una faida locale che connoterà una pagina di rilievo della storia criminale italiana. Carmine Alfieri, consacrato uomo d'onore nel 1974, esponente della Nuova famiglia, struttura malavitosa in contrapposizione alla Nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo, era stato arrestato (nella foto, proprio tra i carabinieri, con le manette ai polsi), a Saviano, sempre in quel di Napoli, l'11 settembre 1992, mentre da super latitante si nascondeva in un casolare, insieme al suo vice Marzio Sepe, che verrà poi catturato il 6 settembre 1996. Antonio Alfieri, il figlio del pentito, verrà comunque giustiziato, il 21 settembre 2001, a Saviano. Ma le ire dei traditi contro Carmine Alfieri lasceranno stecchiti anche suo nipote, Rosario Alfieri, nel febbraio 1996, a Castellammare di Stabia, e, il 19 dicembre 2007, a Piazzolla di Nola, Vincenzo Giuliano, suo genero.

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