8 MAGGIO

Oggi, ma nel 1996, a Torino, scompariva Marina Di Modica, logopedista nell’ospedale cittadino Le Molinette, torinese di 39 anni, che aveva incontrato il filatelico della Bolaffi Paolo Stroppiana, anche lui originario del capoluogo piemontese e coetaneo, per far valutare una serie di francobolli avuti dal prozio materno. Valori bollati che poi spariranno.
La Di Modica (nella foto, particolare) sarebbe stata uccisa da Stroppiana, conosciuto precedentemente in una cena nell’abitazione dell’amica comune Bianca Tovo, e per questo il presunto assassino verrà condannato, il 14 aprile 2011, a 14 anni di reclusione, in via definitiva, dalla Corte di cassazione, per omicidio preterintenzionale e occultamento di cadavere.
Di fatto sconterà 8 anni e 4 mesi di detenzione e tornerà in libertà il 28 luglio 2019. Stroppiana era stato segretario provinciale del Fronte della gioventù e poi dirigente nazionale, con un trascorso da estremista di destra nei Nuclei armati rivoluzionari e in Terza posizione.
Aveva precedenti penali, risalenti al 1982, per rapina a mano armata di autofinanziamento dell’attività politica neofascista. Era stato collaboratore di giustizia e teste nei tortuosi iter processuali legati alla strage di piazza Fontana a Milano e a quella alla stazione di Bologna. Dal 1987 era impiegato nella rinomata società fondata da Alberto Bolaffi nel 1890.
Nonostante la sentenza passata in giudicato continuerà a proclamarsi innocente. Il corpo della vittima, verosimilmente fatta fuori per motivi passionali, non verrà mai trovato.
Anche la misteriosa fine di Camilla Bini, nata a Mogadiscio da madre somala e padre italiano, nel 1955, sempre del personale della Bolaffi, amica della storica fidanzata di Stroppiana, Beatrice Della Croce di Dojola, anche lei dipendente della Bolaffi, sparita dalla città sabauda l’8 agosto 1989, verrà idealmente ricollegata all’ex militante “nero”. Anche della Bini non verranno rinvenuti i resti mortali.

