8 MAGGIO

7 Maggio 2023

Oggi, ma nel 1946, a New York, al Brader Matthews Theatre, della Columbia University, si teneva la prima rappresentazione, in inglese, dell’opera tragica, in due atti, “The Medium”, del compositore e librettista italiano Gian Carlo Menotti. Poi la successiva andrà in scena, il 18 febbraio 1947, all’Heckscher Theater, sempre a New York, per conto della Ballet Society. Vi sarà anche l’adattamento nella lingua di Dante Alighieri.

La pièce era stata commissionata dall’Alice Ditson Fund e presentata insieme a “The Telephone”, dello stesso autore. Quest’ultimo, classe 1911, originario di Cadegliano Viconago, in provincia di Varese, era emigrato negli Usa, insieme alla madre, dietro consiglio del direttore d’orchestra Arturo Toscanini, per frequentare il Curtis Institute of music di Philadelphia, con l’italiano Rosario Scalero quale docente di fama. Si era formato con calibri come Leonard Bernstein e Samuel Barber.

Sarà proprio Menotti a stendere il libretto dell’opera più famosa del compositore statunitense, “Vanessa”, che debutterà nel 1958 al Metropolitan Opera. La scelta di dedicarsi, dopo aver sperimentato la scrittura di un’opera buffa, “Amelia al ballo”, portata in scena per la prima volta a Philadelphia nel 1937, alla produzione di un componimento a tinte fosche veniva dettata dalla necessità di esorcizzare l’esperienza personale legata ad un evento paranormale, risalente al 1936.

Tra la stesura di “The Medium” ed il componimento della sua prima opera lunga, “The Consul”, che completerà nel 1950 e che gli farà vincere il suo primo Premio Pulitzer per la migliore opera musicale dell’anno -il secondo sarà nel 1955, sempre per la musica, per “The Saint of Bleecker street” (nella foto, particolare, il compositore con alle spalle la partitura)- Menotti aveva scritto, nel 1944, anche il balletto “Sebastian”, e, nel 1945, il “Concerto per pianoforte e orchestra”. Nel 1951 curerà personalmente la trasposizione cinematografica di “The Medium”, che verrà presentata anche al Festival del cinema di Venezia di quello stesso anno, facendosi affiancare dal regista Alexander Hammid.

Nel 1958 si farà promotore della fondazione del “Festival dei due mondi di Spoleto”, in provincia di Perugia, kermesse artistico-culturale che inizierà il 5 giugno di quell'anno, con il dichiarato scopo di favorire l’arricchimento reciproco tra Italia e Stati Uniti. Per mezzo secolo si dedicherà alla riuscita della manifestazione, portandola ad essere una delle più importanti rassegne culturali europee. Ne lascerà la direzione nel 1993, per dedicarsi alla guida dell’Opera di Roma.