8 MARZO

7 Marzo 2023

Oggi, ma nel 1880, a Roma, alla Camera dei deputati, veniva discussa la proposta di legge sul divorzio, avanzata dall’onorevole Salvatore Morelli, socialista, alla quarta ed ultima legislatura, che terminerà il 2 maggio successivo. Era in carica dal 22 marzo 1867. Contestualmente, l’8 marzo 1880, giorno che diverrà noto a livello internazionale come dedicato alle donne, vi era la risposta (nella foto, particolare, il frontespizio degli atti di quel giorno, pubblicati dalla tipografia romana Eredi Botta, nello stesso 1880, nella copia con dedica di Morelli a Francesco Crispi, conservata nella biblioteca dell’Harvard College, a Cambridge, in Massachusetts) da parte del ministro Guardasigilli Tommaso Villa, del terzo governo guidato da Benedetto Cairoli, esponente della Sinistra storica.

Morelli, originario di Carovigno, in provincia di Brindisi, classe 1824, avvocato, giornalista e scrittore, già patriota mazziniano affiliato alla Giovine Italia di Giuseppe Mazzini, era stato autore, nel 1861, di quella che verrà considerata la sua opera a stampa più importante, “La donna e la scienza o la soluzione del problema sociale”, volume anticipatore, nel Belpaese, della teoria della emancipazione femminile. Il libro, infatti, era uscito otto anni prima di “La servitù delle donne”, di John Stuart Mill.

Morelli, eletto nel collegio di Sessa Aurunca, era stato fautore di una serie di iniziative parlamentari all’avanguardia in Europa, volte a migliorare la condizione femminile. Nel 1867 aveva presentato il progetto di legge intitolato “Abolizione della schiavitù domestica con la reintegrazione giuridica della donna, accordando alla donna i diritti civili e politici” ed era una sorta di contraltare riformista al disposto del Codice civile italiano del 1865, che sottometteva la donna all’autorizzazione maritale, rendendola minorenne a vita. Nel 1875, oltre a caldeggiare un nuovo diritto di famiglia, antesignano di quello del 1975, con l’uguaglianza dei coniugi, aveva presentato il disegno di legge richiedente il diritto di voto in rosa.