Caro Marsilio, abbiamo scritto che hai insultato Legnini perché lo hai fatto. E un giornale riporta le parole

In trent’anni di carriera non mi è mai capitato che un politico mi strigli non per averlo oscurato o ignorato, come accade spesso, ma per aver pubblicato ciò che ha detto
PESCARA. Capisco che il presidente Marsilio sia appassionato e inquieto. Sta affrontando un ballottaggio per lui difficile a Chieti: il presidente è un combattente, ha una simpatica tigna da polemista, e calarsi nella dimensione vittimistica (che è la cifra di quasi tutti i leader, nel tempo della politica fragile) lo aiuta a tenere botta mentre è alle prese con una sfida complessa. Capisco che se fossi il suo spin doctor gli consiglierei di fare quello che sta facendo: drammatizzare, a freddo, creare un clima in cui le curve sud si appassionano e si mobilitano per la loro squadra.
Ma noi del Centro non dobbiamo fare gli spin doctor, non è il nostro mestiere. Dopodiché, Marsilio se la prende con noi per aver riportato le sue parole. Ecco, il punto è questo: ci critica per aver pubblicato la notizia di un suo pepato comizio in cui dava dello “scemo” al sindaco Diego Ferrara e del “pallone gonfiato” a Giovanni Legnini, il candidato del centrosinistra in città. Il giorno dopo abbiamo pubblicato la replica della moglie del presidente, Stefania Fois (donna intelligente e colta), che appellandosi alle radici etimologiche latine sosteneva questa tesi difendendo il marito: dire “Scemus” non è un insulto. Ovviamente le abbiamo dedicato una apertura di pagina.
E i lettori che ci conoscono bene sanno che, se Legnini avesse chiamato Marsilio “fascista”, “scemo”, “pallone gonfiato” o più semplicemente “Pippo”, avremmo dato la stessa notizia con lo stesso risalto. Non spetta a noi del Centro – in questa polemica – giudicare se quell’insulto sia grave, divertente o spiritoso, se questo fraseggio alato costituisca un brano perfetto per un’antologia classica latina. Noi, molto più semplicemente, abbiamo dato la notizia. Giudicate voi se vi piace o no. Di sicuro se Marsilio parla ne diamo conto.
È il politico più citato (per ovvi motivi) sul nostro giornale, è uno dei due che ha avuto la massima dimensione di spazio per una intervista (quattro pagine!). L’unica cosa certa è che noi non ci autocensureremo. Non scriveremo mai “Marsilio (omissis) dà dello (omissis) al sindaco Ferrara”. Confesso: è un caso curioso. Per la prima volta, in trent’anni di carriera, un politico mi rimprovera non di averlo oscurato, o addirittura ignorato (come accade molto spesso) ma – addirittura – di aver riportato le sue parole. Dunque: libero il presidente di usare il linguaggio che preferisce, liberi noi di raccontarlo. Per un unico fine: permettere a voi – lettori – di giudicare.
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