Dottor Jekyll e Mister Hyde a 17 anni: quando l’orrore si nasconde dietro i buoni voti

L'arresto del giovane neonazista a Pescara interroga le famiglie: il confine sottile tra successo scolastico e abisso digitale.
Lo vedi ogni giorno sotto i tuoi occhi. Diligente, studioso, appassionato di cinema. Ti senti rassicurato, anche entusiasta di tutti quei voti alti a scuola. Consapevole di aver fatto un buon lavoro con quel figlio appena 17enne e con un brillante avvenire davanti. Poi all’improvviso, alle 5 del mattino di un giorno qualsiasi, vieni svegliato dalla Procura. E scopri che il tuo ragazzo, proprio lui, è stato appena arrestato perché – secondo gli investigatori – sognava di emulare i due killer della strage di Columbine, negli Stati Uniti. Quelli che il 20 aprile 1999 massacrarono 13 persone in una scuola del Colorado: 12 studenti e un insegnante. Stavolta il bersaglio, presumibilmente, era il liceo artistico di Pescara. Prima la strage e poi il suicidio.
All’improvviso il dottor Jekyll diventa mister Hyde e il sogno si trasforma in incubo. Non solo. Scopri anche che quel figlio “giudizioso” in realtà propaganda suprematismo, antisemitismo e razzismo sui social, si ispira a saggi riconducibili all'ideologia neonazista. Addirittura ha contatti con il vertice del gruppo Telegram “Werwolf Division”, che professa la superiorità della “razza ariana”. Un salto nel buio più buio della storia. Una storia che per alcuni, e sono sempre troppi, non insegna nulla. Altro che deterrente, qui siamo alla rincorsa all’emulazione. E allora, quel figlio di tutti – come viene definito dalla collega Diana Pompetti nell’intervista al padre dell’arrestato – ti apre a mille pensieri. Mette in discussione le tue competenze formative e di comprensione anche di figli all’apparenza perfetti. Come ci si deve interfacciare oggi con le esigenze di ragazzi e ragazze? Il metodo educativo dei primi decenni del secolo scorso appare rigido e anacronistico. Ma siamo davvero sicuri che sia preferibile l’eccessiva libertà concessa oggi? Che la fase adolescenziale sia particolarmente complessa, non vi sono dubbi, ma forse l’unica possibilità è quella di saper ascoltare, non dare nulla per scontato, mettersi sempre in discussione come genitore, sviluppare il senso dell’autocritica. Può bastare? Non lo sapremo mai. Ci vuole anche tanta fortuna. Ma quando ci culliamo troppo e dormiamo sugli allori, ecco proprio in quel momento proviamo a riflettere. La storia di Pescara insegna che quando tu genitore provi a darti un pizzicotto per svegliarti dall’incubo, purtroppo sei già sveglio.
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