Il box in cemento armato con vista panoramica a Fossacesia

VISTO E SEGNALATO

Lo scempio dei bagni panoramici sulla Via Verde

Merita una medaglia chi ha deciso di ristrutturare (secondo alcuni realizzati "ex novo", comunque a spese della comunità) e quindi lasciare in bella vista i chioschi in cemento armato sulla pista ciclopedonale Costa dei trabocchi, la "Via Verde". Erano una volta adibiti a suppletivi servizi igienici di fronte alle stazioni ferroviarie (ora abbandonate) che si alternano lungo l'ex tracciato. E ora che la pista ciclopedonale ha assunto una sua identità e viene propagandata come strumento attrattivo di marketing turistico, ci si accorge della bruttura e stortura di questi box grigi, grezzi, che interrompono all'improvviso la vista panoramica sul mare. Una destinazione turistica a servizio della pista ciclopedonale? No, macché. Neanche quello. Perché, così come erano una volta, pare che continueranno a svolgere le funzioni di... servizi igienici. Sì, e questa volta per rendere più indimenticabile l'esigenza fisiologica c'è anche la vista panoramica.

Detto che, per carità, di bagni pubblici c'è sempre bisogno (ammesso e concesso che siano usufruibili e mantenuti e che quindi non vengano abbandonati come spesso accade nella puzza e nella sporcizia), era forse troppo facile pensare di realizzarli in una delle stazioni ferroviarie dove tra l'altro erano (sono) già presenti?

Questi box sono nella Costa dei trabocchi come la siepe nell'Infinito di Leopardi, escludono l'ultimo orizzonte, la vista su una sorprendente natura fatta di verde e blu-mare. E in futuro anche i profumi. Sono uno scempio, e meraviglia il fatto che in pochi (la maggior parte cittadini) si sono preventivamente sdegnati del cemento su tanta bellezza. Eppure, come in tante cose all'italiana, ci vuole e ci voleva poco. E sarebbe stato gradito un passo indietro.

Chi ha ingaggiato una battaglia contro  il "cubo in cemento armato", che ricade nel tratto di pista del proprio comune e si affaccia sul Golfo di Venere, è il sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio. Ma altri box sono segnalati a San Vito Chietino, Torino di Sangro e lungo l'ex ferrovia.

L'ex stazione ferroviaria (dove possono essere ristrutturati i servizi igienici) abbandonata a Fossacesia

Di Giuseppantonio ha sollecitato ai tecnici della Provincia di Chieti, impegnati nelle procedure della "Via Verde", di avviare gli atti amministrativi per la demolizione del manufatto in cemento. Ammette che  "ha prodotto un impatto poco gradevole". E segnala  inoltre che "possono sorgere ulteriori problemi per quanto riguarda l’allacciamento fognario".  Non solo. Il sindaco rivela che anche la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ha già manifestato la necessità di trovare soluzioni alternative - che sono (erano) tra l'altro già a portata di mano - a quelle brutture comprese nel "pacco" dei lavori di risistemazione della pista. Occorrebbe farlo senza spendere altri soldi pubblici, tale è l'obbrobrio.

Ma non è questo quello che preoccupa. Preoccupano di più i tempi per poter buttare giù i box e ri-allestire quelli nelle stazioni. Considerato che da quando è stata ideata  la pista (amministrazione provinciale Coletti) a quando è stata realizzata ci sono voluti più 15 anni. E non è escluso che nel frattempo "spunti" qualcuno che chieda di trasformare quei box in chioschi bar e ristoro vista mare. La tavola è apparecchiata.

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