È lite anche sui parenti nello staff

8 Ottobre 2021

Pompilio: il sindaco e altri due non potevano votare il rendiconto

CHIETI. «Oggi è avvenuto un fatto grave: ci sono tre consiglieri che, pur non potendo farlo, hanno votato un punto all’ordine del giorno». Al termine di un consiglio comunale ad alto tasso polemico, la capogruppo di Azione Politica, Serena Pompilio, lancia un’altra bordata che lascia molti dei presenti di sasso. La consigliera prende la parola «per fatto grave» per denunciare il fatto che, a suo avviso, né il sindaco Diego Ferrara, né la consigliera e vicepresidente del consiglio comunale Silvia Di Pasquale e né la consigliera Giulia De Gregorio Porta avrebbero potuto discutere e votare l’unico punto all’ordine del giorno di ieri, il consuntivo 2020, per una presunta ragione di conflitto d’interesse. Pompilio fa appello all’articolo 78 del Tuel (il Testo unico degli enti locali), che avrebbe previsto, secondo lei, un dovere di astensione: «L’articolo 78», precisa Pompilio, «dice che devono astenersi dal prendere atto alla discussione e votazione i consiglieri su delibere riguardanti interessi di loro parenti e affini fino al quarto grado di parentela. Siccome oggi si è deliberato sul rendiconto, dove ci sono impegni di spesa precisi in favore dello staff del sindaco, di cui fanno parte il fratello della consigliera Di Pasquale, il padre della consigliera De Gregorio Porta e al cognato del sindaco, a mio avviso, in ottemperanza al dettato normativo, i tre avrebbero dovuto astenersi dal voto».
A stoppare la polemica ci pensa subito il presidente del consiglio comunale Luigi Febo, ribattendo che «il rendiconto è un risultato di gestione dove ci sono le determine di liquidazione di tutti i consiglieri comunali e di tutti gli assessori. Quindi teoricamente, se fosse vero il ragionamento della consigliera Pompilio, sarebbero tutti, lei compresa, in conflitto d’interesse». (a.i.)