È morto Romeo Mariotti, il paese delle farchie è in lutto

FARA FILIORUM PETRI. Fara Filiorum Petri, il paese delle Farchie, piange Romeo Mariotti, scomparso a 72 anni. «Jà vulute bene pure le prete» dice in lacrime il cognato Gabriele Bucciarelli e...
FARA FILIORUM PETRI. Fara Filiorum Petri, il paese delle Farchie, piange Romeo Mariotti, scomparso a 72 anni. «Jà vulute bene pure le prete» dice in lacrime il cognato Gabriele Bucciarelli e basterebbe questa espressione per definire il profilo umano e morale di Romeo. Coerente con il suo stile di vita, ha previsto tutto e nei minimi particolari: veglia nel capannone delle feste, con la spillatrice di birra pronta per chi va a trovarlo. Una persona dedita all’accoglienza, a lasciare sempre la porta aperta come segno di attesa di qualcuno con il quale condividere due chiacchiere, una partita a carte, una mangiata e un buon bicchiere di vino, perché in fondo questa è la vita. La sua gioia massima era vedere il capannone della Farchia pieno di gente. Se avesse potuto ne avrebbe costruito uno anche più grande per contenere dentro il mondo intero. Un uomo a forma di cuore che camminava su due gambe. Stare insieme, condividere, fare festa, era il suo dogma, la sua mission esistenziale. Nella vita aveva fatto tutti i mestieri, dal fattore in un'importante azienda agricola all'ambulante nelle feste di paese, a vendere porchetta e patatine insieme ad Anna, sua moglie, il suo braccio destro, la sua complice e madre delle tre figlie: Monia, residente negli Usa, Doris e Lucia. Quando sono arrivato a Fara, nel 2008, per cercare le location e fare il casting per il film “Un paese tra le fiamme” con lui è stato amore a prima vista, la sua faccia, il suo modo di camminare e di muoversi, erano per me già un film. Da allora non ci siamo mai persi, fino all'ultima cena che ha voluto organizzare una decina di giorni fa al capannone, con gli amici più cari. Di lui rimangono tanti ricordi, risate, mangiate, bevute, cantate e abbracci ed è così che lo ricorderanno insieme al suo modo di salutare tutti: «Ciao assai!».
Dino Viani, regista

