«È pericoloso», stadio vietato a un ultrà

24 Gennaio 2020

Per due anni dovrà restare lontano dallo stadio e, più in generale, dagli impianti sportivi. La polizia ha notificato un altro “Daspo fuori contesto” a un ultrà del Chieti calcio: stavolta a finire...

Per due anni dovrà restare lontano dallo stadio e, più in generale, dagli impianti sportivi. La polizia ha notificato un altro “Daspo fuori contesto” a un ultrà del Chieti calcio: stavolta a finire nei guai è stato un giovane di 27 anni, in passato finito in manette per aver rapinato la maglia biancazzurra a un giocatore del Pescara calcio a 5 under 21. Provvedimenti analoghi erano stati firmati qualche giorno fa dal questore Ruggiero Borzacchiello dopo la circolare inviata da Francesco Messina, numero uno della direzione centrale anticrimine, sulle novità introdotte dal decreto sicurezza bis. La più rilevante è che il divieto di partecipare alle manifestazioni sportive può essere esteso a coloro che hanno commesso una serie di reati – come associazione di tipo mafioso, spaccio di stupefacenti, estorsione, incendio, rapina e rissa – anche non direttamente collegati a violenze e disordini avvenuti prima, durante e dopo le partite. «Con questo tipo di divieto», hanno spiegato dal ministero dell’Interno, «sarà negato l’acceso negli stadi agli appartenenti alla criminalità organizzata e a coloro che sono ritenuti socialmente pericolosi, con l’obiettivo di contenere ulteriormente la contiguità tra criminalità comune e tifoserie violente». In caso di recidiva, il divieto di accedere alle manifestazioni sportive arriva fino a dieci anni. (g.let.)