«È un giorno di lutto, adesso le dimissioni»

L’opposizione attacca l’amministrazione: «Hanno lasciato decine di famiglie senza lavoro e prospettive»
CHIETI. Famiglie lasciate senza lavoro, costi per l’ente e appelli inascoltati. Questo il filo comune che unisce i consiglieri di opposizione che all’unisono attaccano l’amministrazione Ferrara chiedendo le immediate dimissioni. «È un giorno di lutto per la città», dice il consigliere di Forza Chieti Stefano Costa, «l’ennesima figuraccia dell’amministrazione Ferrara: era un capitolo già scritto dalla Procura che da tempo chiedeva il fallimento della società. Loro sono stati incoscienti che l’hanno provata a salvare. Perché nel momento in cui il liquidatore chiedeva il passaggio degli immobili e gli ultimi atti per dar forza al concordato che era stato accettato dal tribunale non li hanno fatti? In tempi non sospetti avevo già dato una soluzione: mettere in sicurezza i dipendenti andando a fondere la società con la Chieti solidale, così da portare Teateservizi in liquidazione ma senza responsabilità nella riscossione». Per la consigliera di Azione politica Serena Pompilio l’amministrazione si è attivata tardi, «solo dopo la richiesta di fallimento attivata dalla Procura», ricorda, «revocando l’incarico all’allora amministratore solo un mese prima della scadenza puntando il dito senza intervenire preventivamente, spendendo circa 600mila euro per incarichi insensati ed aggravando la situazione deficitaria del Comune». Anche per Pompilio il piano concordatario era da bocciare: «Non reggeva, faceva acqua da tutte le parti, con spese insulse e provvedimenti contra legem», continua, «un piano poco credibile sia per l’aggio che per la ricapitalizzazione a mezzo di un immobile non nella disponibilità del Comune. Le dimissioni del sindaco mi sembrano doverose perché le scuse pubbliche non bastano più. Un fallimento conclamato non solo della Teateservizi, ma di un’intera classe politica impreparata che deve andare a casa».
Roberto Miscia, consigliere di Fratelli d’Italia, ricorda i punti cardine del concordato. «L’aver basato la proposta di concordato sul conferimento dell’immobile di via delle Robinie, dopo aver messo in liquidazione la partecipata, anche il tribunale dichiara essere una pratica vietata al pari delle altre proposte configurabili quali soccorso finanziario», spiega, «lo stesso dicasi per il rinnovo del contratto a Teateservizi fatto a giugno 2023 dalla giunta. Questo è stato oggetto di pesanti rilievi da parte di Agcom e Anac: anche per queste due considerazioni, il tribunale ha bocciato definitivamente il concordato. Questa è la qualità dell’operato dell’amministrazione di Ferrara, in grado di far fallire tutto ciò che tocca». (e.g.)

