A 9 anni respinto da 2 ospedali, poi viene ricoverato a Chieti

19 Settembre 2021

Ha la sindrome di Asperger: per una crisi di paura da virus va dal San Pio a Pescara e infine al Policlinico La madre: «Deve tornare a scuola, chiediamo assistenza a Vasto». La Asl: «Cercheremo di aiutarlo»

VASTO. Cure adeguate e una rete che aiuti il suo bambino ad avere una vita “normale” e un futuro come i suoi coetanei. L.C., mamma di un bambino di 9 anni affetto dalla sindrome di Asperger, lancia un accorato appello affinché il figlio e chi come lui soffre degli stessi problemi, possa ricevere cure appropriate e immediate al momento del bisogno. La mamma chiede al Centro di farsi portavoce del suo disagio e della sofferenza del figlio reduce da una settimana di gravi problemi. La fobia dei virus ha scatenato nel bambino diverse crisi. L’ultima venerdì. La mamma ha chiesto aiuto al 118. Il bambino è stato portato dal servizio di emergenza sanitaria prima all’ospedale di Vasto e poi a quello di Pescara. «Mio figlio non è stato accettato, non so perché. Forse non potevano offrirgli cure adeguate, certo è che è stato respinto», racconta L.C., umiliata dal rifiuto e provata dalla snervante odissea. «Devo ringraziare il 118 e la disponibilità di una dottoressa che ci ha assistito. Con lei abbiamo raggiunto Chieti e questa volta mio figlio è stato ricoverato. Ora aspetto che venga fatta una diagnosi precisa, sperando che possa esserci un modo, una volta tornati a Vasto, di essere assistiti e seguiti. Mio figlio ha 9 anni deve andare a scuola, frequenta la quarta elementare. Deve poter continuare a studiare. Possibile che a Vasto non esista un’associazione o una rete che si occupi di chi come lui ha l’Asperger aiutando le famiglie nelle emergenze?», chiede la donna.
In realtà c'è già chi ha preso a cuore la sua vicenda. A Chieti il bambino è stato ricoverato in Pediatria e sottoposto ad accurati esami. Il primario della clinica pediatrica, il professore Francesco Chiarelli, in collaborazione con il primario di psichiatria, il professore Massimo Di Giannantonio, hanno preso in carico il piccolo paziente cercando di fornirgli tutte le cure del caso. Ma anche il direttore sanitario della Asl, Angelo Muraglia, ha contattato i colleghi teatini per poter offrire al piccolo, una volta tornato a Vasto, cure e assistenza adeguate. «La mamma deve stare tranquilla. Sarà fatto tutto il possibile per il suo bambino», assicura Muraglia. La speranza è che L.C. possa essere aiutata anche nel proseguimento del percorso scolastico del figlio. Il problema è che a Vasto non c'è un reparto di Neuropsichiatria nell’ospedale San Pio. Spesso i pazienti devono andare ad Ancona o a Foggia. A Vasto c'è un neuropsichiatra che si occupa del piccolo ma se il bambino, come accaduto venerdì, ha una crisi che richiede il ricovero ospedaliero, ecco che non può essere ricoverato al San Pio. È un altro tassello mancante della sanità vastese. «Cercheremo di aiutare ragazzo cercando di fare in modo che il ricovero ospedaliero non sia necessario», conclude direttore sanitario Muraglia.
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