A 90 anni derubato due volte in 48 ore

15 Marzo 2019

Finisce a processo per furto un 52enne. Scatta anche l’aggravante: «Ha approfittato dell’età avanzata del pensionato» 

CHIETI. Ha raccontato di essere stato derubato due volte nel giro di 48 ore. Prima ignote rapinatrici gli hanno portato via 250 euro. Poi, all’indomani, un uomo si è introdotto nel suo appartamento con il pretesto di essergli d’aiuto per individuare le donne che, il mattino precedente, gli avevano preso i soldi. Ma, in realtà, anche quello sconosciuto era un ladro. A distanza di due anni, il caso è arrivato in tribunale: Adriano P., 52 anni, si ritrova sotto processo con l’accusa di furto in abitazione pluriaggravato. Le rapinatrici di cui sopra, invece, sono rimaste senza un nome.
La vittima è un anziano di 90 anni: i malviventi avrebbero approfittato della sua età avanzata per raggirarlo. È febbraio del 2017 quando il pensionato, accompagnato dalla sua collaboratrice domestica, si presenta nella caserma dei carabinieri di via Arniense per sporgere denuncia. «Una settimana fa», racconta davanti ai militari, «passeggiavo a Chieti, in centro, quando ho notato tre donne: mi sono avvicinato e abbiamo iniziato a parlare. All’improvviso una di loro mi ha immobilizzato e mi ha preso il portamonete che avevo nei pantaloni, portando via 250 euro». L’anziano non è stato in grado di descrivere le rapinatrici. Fatto sta che, il giorno successivo, un uomo ha suonato al campanello della sua abitazione. «Io ero a casa da solo», ha proseguito il pensionato. «Lo sconosciuto si è presentato con il nome di Adriano: mi ha detto che sapeva tutto, che aveva visto quando le tre donne mi avevano derubato e che era in grado di farmi recuperare quei soldi. Io allora l’ho fatto entrare e abbiamo scambiato quattro chiacchiere». È probabile che il sedicente Adriano abbia lasciato la porta, facendo entrare un complice che ha messo a soqquadro l’abitazione portando via alimenti e oggetti vari. «Il giorno successivo sono stata io ad accorgermi del furto», ha riferito in caserma la collaboratrice domestica. «Il padrone di casa, anche a causa dell’età avanzata, non ricordava bene quello che era accaduto. Per confonderlo, quell’Adriano ha persino inscenato finte riparazioni idrauliche». I carabinieri hanno raccolto una serie di indizi dando un volto al ladro d’appartamento. Così il sostituto procuratore Giuseppe Falasca ha deciso di mandare a processo l’indagato, nei cui confronti sono scattate le aggravanti del «mezzo fraudolento» e di aver commesso il fatto «approfittando dell’età avanzata della vittima». L’imputato, difeso dall’avvocato Maria Grazia Sciubba, nega ogni accusa. Ieri, davanti al giudice Chiara Di Gerio e al pm d’aula Natascia Troiano, ha testimoniato un vicino di casa dell’anziano che, il giorno del furto, aveva visto un uomo uscire dall’appartamento del pensionato con due borsoni. Nella prossima udienza verrà ascoltata la vittima, poi la sentenza.
©RIPRODUZIONE RISERVATA