A Caldari chiedono tamponi per tutti

I residenti vogliono sottoporsi ai controlli. Chi lavora nella zona teme il contagio. Il deputato D’Alessandro scrive a Marsilio
ORTONA. Cinque decessi, circa la metà dei contagi residenti nella contrada, decine di persone in quarantena. La situazione di Villa Caldari resta molto delicata ed ora c’è chi tra gli stessi abitanti del posto invoca quanto già richiesto dal Comune: tamponi per tutti al fine di avere un quadro più delineato e di conseguenza disporre le necessarie misure. Dopo la morte di Egidio De Sanctis, 69 anni, e Nicola Meo, 68, di cui abbiamo dato conto ieri, il Comune tramite il sindaco Leo Castiglione ha chiesto una sorveglianza attiva massiva, con il tampone sulla popolazione di Caldari, per scovare gli asintomatici e bloccare il contagio. Lo stesso Castiglione nei giorni scorsi aveva chiesto l’istituzione della zona rossa, proprio alla luce di una evoluzione negativa della situazione. Un’istanza che non era stata accordata ma che, dopo gli ultimi casi, non è escluso possa essere presa in considerazione. «Dobbiamo tenere conto che anche le positività riferibili a Crecchio e Arielli derivano dalla stessa genealogia infettiva», dice il primo cittadino.
Sulla situazione ortonese è intervenuto inoltre il deputato Camillo D’Alessandro, che ha scritto al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, affinché accolga la richiesta di Castiglione. «Il sindaco e la sua comunità non possono rimanere soli. I numeri di morti e contagiati in una sola frazione sono tali da pretendere l'attivazione della zona rossa, già negata da Regione e Asl. Ciò impone l'estensione dei tamponi ai residenti di Caldari per individuare gli asintomatici e mappare il focolaio», dice il deputato.
Intanto ieri si sono registrati nuovi casi sul territorio comunale. Il bollettino ha aggiornato i dati facendo salire a trenta il numero delle persone affette dal Covid-19. Un contagio che non sembra volersi fermare e che non riguarda solo Caldari: se qui infatti ci sono stati ben cinque morti e la metà dei positivi al virus, va detto che gli altri casi sono dislocati sul centro e su altre contrade. «Questo significa che seppur più rilevante nell'area di Caldari, non vi è alcuna immunità nel resto del territorio. Per cui continuo a ribadire ai cittadini di restare a casa e di avere meno contatti possibili, perché si tratta, come ormai sappiamo, di una malattia insidiosa», ribadisce il sindaco Castiglione.
La situazione di Ortona dunque è molto delicata e la paura cresce sempre di più anche tra le persone che continuano in questi giorni a lavorare. In particolare tra coloro che vanno avanti ad operare nella zona di Caldari - diversi arrivano anche da altri Comuni - c’è apprensione per gli sviluppi del coronavirus nella zona.
In queste ultime ore, infine, sono molti i pensieri e le riflessioni che gli ortonesi rivolgono alla contrada di Caldari. Messaggi di incoraggiamento vengono lanciati attraverso i social.
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