A casa con l’auto della Asl, condannato

Pena di due anni per un dipendente di Bucchianico, ma lui si difende: «Ottimizzavo il lavoro»
CHIETI. Andava a lavoro con la propria auto, ma poi, quando usciva con l’auto di servizio, se la riportava a casa tranquillamente per qualche ora, prima di tornare nuovamente sul posto di lavoro. Fino a quando non se ne è accorta la Guardia di finanza e lo ha denunciato per peculato e falsità ideologica.
È finito così nei guai il dipendente della Asl Arnaldo D’Orazio, 62 anni, residente a Bucchianico, ieri condannato a 2 anni.
Ad infliggere la pena sono stati i giudici Geremia Spiniello (presidente), Andrea Di Berardino e Valentina Ribaudo, nonostante il fatto che il pubblico ministero Giancarlo Ciani aveva chiesto l’assoluzione «perché il fatto non sussiste».
D’Orazio è un tecnico della prevenzione assunto d alla Asl Lanciano Vasto Chieti nel Servizio igiene degli alimenti e della nutrizione (Sian). Spesso doveva spostarsi per fare delle ispezioni sul territorio e per questo motivo aveva la disponibilità di una Volkwagen Lupo di proprietà della Asl.
Solo che al posto di utilizzare l’auto esclusivamente per motivi di lavoro, l’uomo si fermava spesso a casa propria. Lo faceva, ha detto lui stesso ieri in aula, per «ottimizzare» il lavoro della giornata.
L’uomo si è dichiarato comunque innocente. E a suo favore hanno testimoniato due dirigenti del Sian, il responsabile Ercole Ranalli e Francesco Concistrè. Entrambi hanno parlato del dipendente come una persona puntuale, produttiva e anche ineccepibile.
Sta di fatto che dal 29 settembre del 2015 al 9 febbraio del 2016, la Guardia di finanza ha accertato che il tecnico si è riportato a casa l’auto di servizio per ben 13 volte.
Nel corso delle indagini è saltato anche fuori che, come si legge nel capo di imputazione a suo carico, «ometteva di indicare nei fogli di viaggio relativi all’autovettura di servizio il passaggio del veicolo presso la propria abitazione e quindi gli orari di effettiva presenza in servizio».
E inoltre, «Utilizzava irregolarmente il sistema di rilevazione delle presenze non dando atto della sua permanenza, pur avendo marcato il budge in ufficio in ingresso, del suo rientro presso la propria abitazione e della relativa permanenza all’interno della stessa». (a.i.)
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