A casa sei vigili stagionali Organico ridotto all’osso

31 Gennaio 2018

Dei dodici agenti in scadenza di contratto il Comune ne può stabilizzare la metà Giangiacomo (FI): fuori solo per un mese. Barisano: faremo nuove assunzioni

VASTO . Si aspettavano la stabilizzazione, invece nel giro di un mese andranno a casa. Per sei vigili stagionali sfuma l’assunzione definitiva, quella che ci sarà invece per altri sei agenti a tempo determinato che hanno maturato i requisiti previsti dalla legge Madia, cioè tre anni di servizio, anche se non continuativi, alle dipendenze del Comune di Vasto. Aspettative deluse e promesse disattese per i sei sfortunati vigili che non sono riusciti a rientrare nelle maglie della normativa per un solo mese in meno di lavoro. Ma anche polemiche in consiglio comunale. «Sarebbe stato sufficiente assumerli due mesi prima per poterli stabilizzare», attacca Guido Giangiacomo, capogruppo consiliare di Forza Italia, «resteranno senza lavoro persone che hanno una famiglia e che hanno acquisito una professionalità frequentando corsi di aggiornamento pagati dal Comune. Avevo segnalato il problema molto tempo fa ottenendo delle precise rassicurazioni dal sindaco Francesco Menna, il quale disse che li avrebbe stabilizzati tutti. Ci troviamo di fronte a dilettanti allo sbaraglio, persone assolutamente inadeguate a gestire la città», conclude caustico l’esponente di minoranza. Con la scadenza del contratto ai sei vigili stagionali il comando di polizia municipale resta con 28 addetti, fra agenti ed ufficiali. Un organico ridotto all’osso anche a causa dei trasferimenti che ci sono stati negli ultimi tempi. «Cercheremo di fare nuovi assunzioni», assicura l’assessore Gabriele Barisano, «non so ancora attraverso quali strumenti, ma l’organico della polizia municipale deve essere ampliato. Così come è assolutamente necessario rimettere mano al regolamento del corpo, adeguandolo al decreto Minniti sulla sicurezza e alla recente sentenza del Tar di Pescara che ha stabilito la competenza del consiglio comunale e non della giunta per l’approvazione. Le modifiche da apportare sono sostanziali», insiste Barisano, «la rivisitazione del documento ci consentirà di inserire anche il Daspo urbano». Non sono gli unici argomenti che hanno calamitato l’attenzione del consiglio comunale dove è andata in scena l’ennesima contrapposizione tra maggioranza e opposizione. Durante la discussione della mozione sui controlli nei centri di accoglienza per immigrati presentata da Vincenzo Suriani (Fd’I-An), il presidente dell’assemblea civica Giuseppe Forte si è rivolto a un consigliere di minoranza invitandolo a tornarsene in Molise. «Non possiamo che esprimere la nostra solidarietà al collega e a tutti i molisani», commentano Suriani, Francesco Prospero, Guido Giangiacomo, Davide D’Alessandro, Edmondo Laudazi e Alessandro D’Elisa, «nel contempo ci auguriamo che presto anche la maggioranza consiliare, magari nell’ottica di un futuro rimpasto, prenda contezza dell’inadeguatezza di Forte a svolgere il ruolo di presidente destinandolo ad altri incarichi a lui più confacenti, sperando che la sua fede cristiana sia in futuro manifestata con i fatti e non solo con le parole».
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