A Chieti Zanotelli, il padre che predica l’integrazione
CHIETI. Mondialità, integrazione e immigrazione. Oggi dalle 9,30 alle 16,30 nel il Seminario Regionale “S.Pio X” si terrà un momento formativo regionale aperto a tutte le equipe diocesane. L’incontro...
CHIETI. Mondialità, integrazione e immigrazione. Oggi dalle 9,30 alle 16,30 nel il Seminario Regionale “S.Pio X” si terrà un momento formativo regionale aperto a tutte le equipe diocesane. L’incontro prevede un’attenzione specifica sui meccanismi nascosti del terrorismo internazionale. Relatori saranno Astrid Pannullo, fotoreporter di guerra e giornalista freelance, e Alex Zanotelli, giornalista e missionario Comboniano. E’ l’occasione per conoscere di persona Zanotelli al di là delle sue pubblicazioni che raccontano attraverso le sue testimonianze e descrivono questo’uomo come un vero profeta dei nostri tempi.
Libri come Korogocho, che è il nome della baraccopoli di Nairobi dove padre Alex ha vissuto con gli ultimi della Terra; un luogo dove manca l’energia elettrica, l’acqua, il gas e i servizi igienici. Padre Alex nella sua baracca, posta al di sotto della linea della fogna, ha vissuto 12 anni diventando ultimo tra gli ultimi; lì ha fatto quel salto che solo in pochi hanno il coraggio di realizzare e cioè di non stare dalla parte degli ultimi ma di essere ultimo. A Korogocho ha compreso l’assurdità, l’ingiustizia del sistema che ci governa che garantisce benessere a pochi e quasi nulla alla restante popolazione mondiale.
Alex fu mandato in Africa perché da direttore di Nigrizia (la rivista dei comboniani) con le sue inchieste e i suoi editoriali faceva tremare la politica del tempo. Memorabile fu Il volto italiano della fame africana, del gennaio 1985 in cui si domandava se i 1900 miliardi per la lotta alla fame non fossero una scusa usata dai partiti per arricchirsi. L’articolo creò un putiferio e il Vaticano, invece di sostenere un missionario che anticipava tangentopoli, ne chiese la sua testa. Dopo gli anni trascorsi a Korogocho è tornato in Italia, a Napoli, nel quartiere Sanità dove anche lì conobbe la povertà e l’ingiustizia.

