«A Chieti è impossibile fare donazione di organi»

Denuncia del consigliere Giampiero Riccardo contro l’amministrazione «Il Comune non è in regola con la legge entrata in vigore già da due anni»
CHIETI. Ogni anno in Italia migliaia di persone sono colpite da gravi malattie agli organi vitali e per molte di loro il trapianto rappresenta l’unica via di salvezza. Sul territorio regionale sono attive strutture di eccellenza come il Centro trapianti di cuore al policlinico di Chieti, quello renale dell’Aquila e ancora il Centro trapianti di midollo osseo all’ospedale di Pescara. Peccato però che l’Abruzzo vesta la maglia nera per la più bassa percentuale di donazione di organi.
A frenare la macchina della solidarietà spesso sono le istituzioni che per superficialità impediscono ai cittadini di concretizzare il più grande e nobile gesto di solidarietà verso un proprio simile destinato altrimenti a spegnersi lentamente. E Chieti non fa eccezione. «Dal marzo 2012» fa notare il consigliere comunale del Pd Giampiero Riccardo, presidente dell’associazione culturale Zapping « esiste la possibilità di recarsi presso il proprio Comune di residenza ed esprimere la volontà di donare organi e tessuti sulla carta d’identità. L’iniziativa è sostenuta da una campagna del ministero della Salute, che ha per slogan «Per salvare una vita non servono superpoteri, basta una firma». Infatti» puntualizza «è sufficiente compilare un modulo, affinché la scelta del cittadino sia registrata in tempo reale nel Sistema Informativo Trapianti; un database a disposizione di tutti i Centri Regionali Trapianti, in modalità sicura e 24 ore su 24. I benefici sono già tangibili: dove il sistema è partito si registra il 30% di indicazioni espresse, il 90% delle quali corrisponde a un sì. Inoltre i tempi di attesa risultano drasticamente ridotti. A un maggior numero di donatori si accompagna quindi la possibilità di agire in modo incisivo e tempestivo, rispetto a patologie debilitanti non solo per i pazienti ma anche per le loro famiglie. Purtroppo però, solo 24 Comuni in tutta Italia (tra cui L’Aquila) hanno finora aderito. Chieti non è inclusa nell’elenco». Il Comune, a distanza di due anni dalla legge introdotta dal governo Letta non si è ancora attivato per agevolare le donazioni di organi. «Non è mia intenzione utilizzare questo tema per farne una polemica politica, e quindi, non mi sento d’imputare questo ritardo ad una diretta responsabilità dell’amministrazione Di Primio» sottolinea Riccardo « ma se il sindaco afferma di voler rispettare la legge nel non ritenere valide le trascrizioni dei matrimoni gay contratti all’estero, dovrebbe quanto meno avere lo stesso metro di giudizio e quindi attuare anche questa di legge, mettendo a disposizione l’apposita modulistica e promuovendo in maniera opportuna questo diritto in tempi certi. Di sicuro» aggiunge «il Partito democratico farà la sua parte». Poi Riccardo si toglie qualche sassolino dalla scarpa: «Il percorso per la piena acquisizione dei diritti civili, qui a Chieti è più tortuoso che altrove, ma non bisogna demordere. Permettere ai cittadini di scegliere liberamente, evitando di doverlo fare in momenti inevitabilmente drammatici; rappresenta un atto di umanità, necessario anche a riabilitare in parte l’immagine di Chieti, dopo tutti gli scandali che l’hanno recentemente danneggiata». Tutto questo a prescindere dall’approccio che ognuno ha rispetto alla donazione degli organi, si tratta di poter scegliere in maniera autonoma, discreta, consapevole e soprattutto gratuita.
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