A fuoco 70 ettari di bosco sulla Maiella: c'è un piromane

Vasto rogo tra Palombaro e Fara, le fiamme vicine alle abitazioni. Il sindaco Di Martino: sospettiamo il gesto doloso
PALOMBARO. Brucia la Maiella tra Palombaro e Fara San Martino. Le fiamme sono arrivate a qualche centinaio di metri da alcune abitazioni e hanno distrutto circa settanta ettari di bosco. La vastità dell’incendio -colonne di fumo si vedevano addirittura da paesi distanti come Castel Frentano e Lanciano- ha richiesto l’intervento di due canadair. Si sospetta l’azione dolosa del rogo, che è partito verso le 19 di giovedì nel territorio al confine tra Fara San Martino e Palombaro, già in un recente passato interessato da episodi simili.
«È un danno incalcolabile al nostro patrimonio», dice il sindaco di Palombaro, Consuelo Di Martino, che non si è allontanata mai dal fronte del fuoco. Le fiamme hanno interessato la parte alta del paese, a ridosso del campo sportivo, coinvolgendo tutta la zona conosciuta come “Tre Valli”, in pieno Parco Nazionale della Maiella. L’allarme è stato dato verso le 19 di giovedì e subito sono intervenuti vigili del fuoco di Casoli e Chieti, uomini del Corpo Forestale dello Stato di Palombaro e di Fara San Martino, personale della Protezione Civile, carabinieri di Palombaro, dipendenti comunali e volontari. La situazione è precipitata durante la mattinata di ieri quando è aumentato il vento da nord-ovest che ha dato vigore alle fiamme.
È a questo punto che si è reso necessario l’intervento dei canadair: uno è arrivato da Pescara e l’altro da Liscia, dove era già impegnato nello spegnimento di un altro incendio di vaste proporzioni. I mezzi si sono approvvigionati nei laghi di Casoli e Bomba. Le operazioni sono state rese più difficili dal fumo intenso e dalla cenere; operai del comune alla guida di ruspe hanno lavorato incessantemente per creare un “solco di sbarramento” all’avanzata delle fiamme verso alcune abitazioni e attività ristorative. A rischio sono stati anche i tralicci dell’Enel, tanto che è stato necessario interrompere l’erogazione dell’energia elettrica. In mattinata la situazione è diventata drammatica perché, oltre alle fiamme che non accennavano a diminuire conquistando e distruggendo sempre più ampie porzioni di territorio, un altro focolaio, indipendente dal primo, si è sprigionato nella parte opposta del paese.
«Anche questo secondo episodio sembra di origine dolosa», afferma il primo cittadino, «ci sentiamo sotto assedio, per questo abbiamo richiesto, oltre all’azione dei nostri carabinieri, coordinati dal maresciallo Renato Partenza, anche l’intervento di quelli di Casoli, affinché il territorio sia pattugliato. Stiamo lavorando senza sosta: tutti questi uomini meriterebbero un encomio» dice Di Martino. Nella serata di ieri la parte nord dell’incendio è stata spenta mentre in quella sud, da dove è originato l’incendio, è ripartito un nuovo focolaio che i vigili del fuoco considerano non in relazione con il precedente. Anche per quest’ultimo si suppone un innesco doloso.
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