A lezione di solidarietà per aiutare gli ultimi

6 Ottobre 2018

Chieti, la Capanna di Betlemme avvia i corsi per formare nuovi volontari Ogni lunedì porte aperte a chi vuole mettersi al servizio degli altri

CHIETI. La Capanna di Betlemme fa scuola. Insegna a prendersi cura degli ultimi e degli emarginati, a prestare aiuto a chi, per svariati motivi, si trova in stato di assoluto bisogno, nello spirito più genuino del vero volontariato. La casa d’accoglienza per persone in difficoltà organizza, infatti, un corso di formazione al volontariato, un ciclo di 5 incontri per imparare a farsi carico delle persone che da sole non ce la fanno.
La Capanna di Betlemme, gestita da operatori e volontari della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi nel 1968, accoglie persone con svariati disagi sociale. Senzatetto, donne costrette alla prostituzione, genitori separati e famiglie sfrattate possono bussare alla porta dell’edificio di via Ravizza 107, alla Civitella, che un tempo era gestito dalle suore orsoline. Ad aprire loro la porta sarà Luca Fortunato, il responsabile della struttura che ora propone un corso gratuito per imparare a diventare volontari a servizio degli altri. Il corso avrà inizio lunedì prossimo alle 18 e proseguirà nei 4 lunedì successivi, sempre allo stesso orario. Si terrà nella sede della Capanna di Betlemme alla Civitella, che si trova all’interno di una zona a traffico limitato (il cui accesso è comunque libero dalle 16 alle 18).
Durante il primo incontro Martina Taricco, psicologa che fa parte della Comunità Papa Giovanni XXIII, darà ai presenti una panoramica di cosa è e come opera in tutto il mondo la comunità fondata da don Benzi. Nell’incontro del 22 ottobre, Luca Fortunato inviterà i presenti a una riflessione su come ci si fa prossimi agli ultimi, condividendo con loro il proprio tempo con passione, per restituire loro dignità e non solo beni materiali, fermamente convinto che il mero assistenzialismo non basti a curare le piaghe dell’emarginazione. Fortunato si dice anche consapevole che l’incontro con il bisognoso arricchisce per primo chi se ne mette al servizio. Insieme a lui ci sarà anche fra’ Emiliano Antenucci, frate cappuccino guardiano del convento di Guardiagrele. Nel terzo incontro, previsto per il 29 ottobre, i volontari della Capanna forniranno la loro testimonianza di operatori, con una riflessione sui diversi ambiti coperti nell’attività di volontariato. Nel quarto incontro, fissato per il 5 novembre, i protagonisti saranno invece gli ospiti della casa, i quali doneranno un racconto prezioso di testimonianza della propria storia di emarginazione e dignità calpestata. Infine, nell’ultimo incontro del 12 novembre, tutti i partecipanti saranno invitati a prendere parte a un’esperienza sul campo, collaborando con le squadre di operatori dell’unità di strada oppure prestando servizio nella casa di accoglienza. Si metteranno così alla prova nell’attività di assistenza in prima linea. (f.d.)