A messa con il contagiato: in isolamento 40 persone

La Asl traccia tutti i contatti del paziente di 32 anni ricoverato a Chieti E in città poca gente a passeggio: i residenti raccolgono l’invito del sindaco
LANCIANO. Chiesa di Sant’Egidio chiusa per precauzione dall’arcivescovo Emidio Cipollone e intera contrada che si chiude in casa per paura del contagio da coronavirus. Ma anche nel resto della città lo scenario è quasi spettrale: si esce il meno possibile, raccogliendo l'invito del sindaco Mario Pupillo ad allontanarsi dalle abitazioni solo per stretta necessità. E in serata arriva la decisione dell’arcivescovo di sospendere tutte le messe fino al 3 aprile. Nel frattempo il dipartimento di Igiene e sanità pubblica della Asl sta ultimando il tracciamento dei contatti che ha avuto il 32enne lancianese contagiato dal coronavirus e in isolamento all'ospedale di Chieti da giovedì scorso: finora sono una quarantina le persone contattate e in isolamento domiciliare fiduciario e sorveglianza attiva. «Due volte al giorno sono chiamate per indicare lo stato di salute», precisano dalla Asl. In primis a stare in quarantena è la famiglia del 32enne; ci sono però anche persone in isolamento volontario in attesa di fare i controlli, o della chiamata Asl, tra questi alcuni residenti di Sant'Egidio. Nella contrada il vescovo ha anche chiuso la chiesa, per motivi precauzionali, fino al 22 marzo: nel piccolo edificio di culto domenica 1 marzo il 32enne con familiari e alcuni contradaioli ha partecipato ad una messa in suffragio di un familiare. Non aveva ancora manifestato i sintomi, comparsi in maniera eclatante da lunedì quando correttamente si è messo in isolamento. Due giorni dopo, quando si sono aggiunti problemi respiratori, è andato all’ospedale di Chieti in auto, da solo, dopo aver contattato il proprio medico di famiglia che gli ha indicato il Santissima Annunziata di Chieti perché l’ospedale di Lanciano non ha un reparto di malattie infettive. Il “problema” è quindi nei 14 giorni precedenti la comparsa dei sintomi, quelli in cui il 32enne – contagiato a Reggio Emilia durante un corso di formazione – si è mosso sia a Lanciano che in altre località perché stava bene. «Il dipartimento sta ricostruendo e tracciando tutti i contatti stretti e ravvicinati che il paziente ha avuto fino a 14 giorni prima del ricovero», spiegano dalla Asl, «per informarli e avviare il percorso di sorveglianza attiva. Sono quasi una quarantina le persone rintracciate e in isolamento fiduciario a casa. Il tampone? Si fa soltanto a chi, oltre ad essere stato a stretto contatto con il paziente, manifesta anche dei sintomi. Il tracciamento per ora quindi sta funzionando bene: la famiglia è stata già in isolamento, ci sono poi altre persone che per lavoro o per altri motivi sono stati a stretto contatto con lui e sono state rintracciate. Se ci sono persone rimaste fuori ma hanno avuto stretti contatti con il 32enne o hanno sintomi, possono chiamare la Asl e il numero verde 800860146, senza panico né ansie, ma con senso civico».
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