A migliaia in centro per il Carnevale teatino

La sfilata organizzata dall’associazione “Camminando insieme” torna nel segno della sostenibilità
CHIETI. Zampogne, organetti, Pulcinella con i campanacci rossi per allontanare gli spiriti maligni e, novità di quest’anno, un occhio alla sostenibilità ambientale. La quindicesima edizione del Carnevale popolare teatino, colorato e rumoroso, ieri ha riempito le strade di Chieti, con migliaia di persone che si sono riversate nel centro cittadino per partecipare alla manifestazione che è tornata dopo la sospensione a causa delle restrizioni dovute alla pandemia.
L’iniziativa è stata organizzata dall’associazione “Camminando insieme”, presieduta da Frank William Marinelli. Il rispetto per l’ambiente è stato il tema scelto per il corteo che ha attraversato le strade del capoluogo teatino. Non ci sono stati perciò i carri allegorici trainati dai trattori d’epoca come da tradizione, per fare «un ulteriore passo», hanno spiegato gli organizzatori nei giorni scorsi, «in avanti nell’acquisizione di consapevolezza, rispetto per l’ambiente e diminuzione delle emissioni di CO2 dannose per la vita sul pianeta».
Come da tradizione la manifestazione ha preso il via da piazza Malta, ha attraversato quindi un tratto di via Arniense, e in seguito ha raggiunto piazza Vico passando attraverso corso Marrucino. Lungo il percorso hanno sfilato figuranti con abiti storici abruzzesi, accompagnati dal suono delle zampogne e degli organetti e da gruppi di danzatori.
Ad accompagnare il corteo i tradizionali Pulcinella con pantaloni e casacca bianchi, realizzati con vecchie lenzuola, arricchiti e colorati con nastri, bottoni, coccarde e un alto copricapo conico riccamente addobbato, il cinturone in vita con gli immancabili campanacci.
Alla fine del percorso c’è stato il classico processo a Re Carnevale che caratterizza come da tradizione le feste del martedì grasso, con l’incendio del fantoccio. Alla manifestazione hanno preso parte delegazioni delle associazioni Fontevecchia, I colori del territorio di Spoltore, Le zampogne d’Abruzzo e Vacri senza porte».
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