A processo il rampollo della famiglia mafiosa

6 Maggio 2023

CHIETI. Un rampollo di una famiglia mafiosa, lui stesso «sospettato di appartenere alla criminalità organizzata». C’era Riccardo Masciavè, 35 anni di Stornara, in provincia di Foggia, a capo della...

CHIETI. Un rampollo di una famiglia mafiosa, lui stesso «sospettato di appartenere alla criminalità organizzata». C’era Riccardo Masciavè, 35 anni di Stornara, in provincia di Foggia, a capo della banda che depredava i bancomat: è accusato di essere «il promotore, l’organizzatore e il coordinatore» della gang azzerata dai carabinieri del nucleo investigativo di Chieti.
Già condannato per associazione a delinquere e altri reati, Masciavè – secondo i carabinieri di Cerignola – è membro «dell’omonimo clan malavitoso, nonché figlio di Mauro e nipote di Nicola e Vito, affiliati al “clan Gaeta” della Sacra Corona Unita, operativo a Orta Nova», si legge sull’ordinanza di custodia cautelare firmata un anno fa dal giudice Andrea Di Berardino, su richiesta dal sostituto procuratore Giancarlo Ciani. Clan Gaeta che, raccontano le carte dell’inchiesta, è coinvolto in attività illecite come estorsioni, riscossione del pizzo, riciclaggio di denaro e traffico di stupefacenti.
Il 35enne non ha partecipato fisicamente ai furti, «contribuendo però materialmente al piano associativo fornendo l’autovettura “pulita” Fiat Tipo utilizzata dal commando per gli spostamenti dai luoghi interessati per non destare sospetti». Non solo: secondo quanto emerso dall’analisi dei tabulati telefonici, «ha seguito ogni fase dei reati, dalla partenza da Stornara e Orta Nova all’arrivo in Abruzzo fino al rientro in Puglia». (g.let.)