A processo la gang delle casseforti

Furti a Lanciano e Ortona: i tre si arrampicavano su grondaie e balconi e usavano la fiamma ossidrica
LANCIANO. Da Bari per fare razzia di gioielli e contanti nelle case frentane. A processo il 4 luglio prosismo per furto in concorso e ricettazione la gang barese che, tra ottobre e dicembre 2014, ha ripulito una serie di appartamenti tra Lanciano e Ortona. È la seconda fase del processo scaturito dall’operazione “Uomo ragno” della polizia stradale di Lanciano, coordinata dal procuratore capo Francesco Menditto e chiamata così perché i presunti ladri, Gianluca Saccente, 25 anni, Velio Terzulli, 28, e Giuseppe Ferraro, 26, avevano spiccate abilità nell’arrampicarsi fuori dalle abitazioni per poi introdursi all’interno. Grondaie, canali e balconi erano efficaci mezzi di appoggio per raggiungere, senza notevoli sforzi, anche i piani più alti dei condomini. A processo il 4 luglio ci saranno Terzulli e Ferraro. A gennaio Saccente è stato giudicato con il rito abbreviato: il giudice Andrea Belli lo ha condannato a due anni e 6 mesi di reclusione e 600 euro di multa per ricettazione e per due dei tre furti di cui la gang risponde nel processo in corso.
I furti sono stati commessi due a Lanciano e uno a Ortona e hanno fruttato un bottino complessivo di oltre 50mila euro. Ma l’attività investigativa della Polstrada, dalla quale erano scattate le manette per Saccente e Terzulli nel maggio 2015, aveva ipotizzato un numero maggiore di colpi avvenuti tra ottobre e dicembre 2014 a lanciano, Ortona, Rocca San Giovanni e Fossacesia. Quest’ultima città era stata scelta come base operativa dai baresi. Per l’accusa i tre il 7 ottobre 2014 avevano ricevuto o acquistato una Volkswagen Passat, rubata a Bari, che hanno poi utilizzato per commettere i furti: da qui l’accusa di ricettazione. Il primo furto è avvenuto a Lanciano, in un’abitazione in viale Marconi. I tre sarebbero entrati in casa forzando la serranda di una finestra che ridava su un balcone, raggiunto arrampicandosi lungo un canale. Diretti in camera da letto, i banditi hanno sciolto la cassaforte con la fiamma ossidrica e portato via buoni fruttiferi per 9.750 euro e oggetti d’oro per un valore di 20mila euro. Il giorno dopo si sono spostati a Ortona, dove hanno rubano un computer da una casa. In questo caso Terzulli risponde anche di resistenza a pubblico ufficiale perché un caporale dei carabinieri, che ha sorpreso i ladri nell’abitazione, ha cercato di bloccarli e Terzulli, che faceva da palo in macchina, lo ha visto e ha tentato di investirlo. Il militare è riuscito a schivare l’auto e ha poi riconosciuto l’uomo attraverso le foto segnaletiche. L’ultimo colpo di cui rispondono i tre a processo è il furto all’ultimo piano di un condominio in via Martiri VI Ottobre il 2 dicembre 2014. Stesso modus operandi: porta di ingresso forzata e fiamma ossidrica usata per aprire la cassaforte che conteneva una moneta di oro zecchino di 100 grammi, un orologio Cartier e diversi monili in oro e preziosi per un valore di migliaia di euro. (t.d.r.)
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