«A Vasto il tribunale è necessario»

10 Dicembre 2016

Il procuratore Di Florio: non ho alcuna intenzione di fare il commissario liquidatore della Procura

VASTO. «Vasto e il Vastese vanno difesi dalla malavita. Per farlo è assolutamente necessaria la sopravvivenza del tribunale». Lo ha ripetuto ieri il procuratore capo ddi Vasto, Giampiero Di Florio. Il magistrato al fianco del sindaco Francesco Menna e del generale dei carabinieri, Michele Sirimarco ha deposto una corona al monumento dedicato ai carabinieri nel corso della cerimonia del bicentenario. Alla manifestazione che h preceduto la presentazione del libro del generale Gianfranco Rastelli, hanno preso parte i massimi rappresentanti dell’Arma e delle altre forze di polizia, oltre ai principali rappresentanti dell’amministrazione comunale. Al termine avvicinato dal Centro il magistrato ha ribadito l’importanza dell’Arma e il ruolo fondamentale del Tribunale e della Procura vastese.

La scorsa primavera Vasto ha celebrato un processo per associazione di stampo camorristico distribuendo in totale 299 anni di carcere. A gennaio prossimo a L’Aquila si celebra il processo all’informatore di giustizia che ha dato la stura all’inchiesta rivelando inquietanti scenari. È tuttora in corso l’istruttoria per una operazione a una presunta associazione che farebbe capo alla ’Ndrangheta. Una vicenda che conta 149 indagati. E poi ci sono i continui incendi dolosi, i fiumi di droga che arrivano dalla Puglia - due settimane fa i carabinieri hanno sequestrato all’uscita del casello Vasto nord un chilo di cocaina - e i raid della malavita organizzata che stanno impoverendo gli operatori economici e il territorio. Da anni si indaga sul riciclaggio di denaro sporco nel Vastese.

«Vasto ha bisogno di questa procura. È necessario proteggere e garantire giustizia ai cittadini», aveva dichiarato due giorni fa il presidente del consiglio dell’Ordine forense, Vittorio Melone, citando il gran lavoro svolto dal procuratore Florio e dai giudici del tribunale vastese. «Per quanto mi riguarda l’ho detto quando mi sono insediato e lo ripeto ora: non ho alcuna intenzione di essere il commissario liquidatore della Procura di Vasto», ha ripetuto Di Florio. «Questo è il più importante presidio di legalità di un territorio delicato ma anche dell’intera regione. Con la collaborazione di tutti gli operatori e degli avvocati dobbiamo fare protocollo. Questa Procura ha un compito delicatissimo». Dichiarazioni, quelle del procuratore, confermate dalle inchieste dell’ultimo anno. Proteggere Vasto e il Vastese dalla malavita è una sfida impegnativa. Ma il procuratore capo non solo l’ha raccolta, ma ha dato già risposte significative. Dopo aver negato per anni la vulnerabilità e i rischi dell’estremo lembo d’Abruzzo, ora tutti ammettono - prima fra tutti il sottosegretario alla Giustizia, Federica Chiavaroli - che i tentacoli della malavita insistono per avvolgere Vasto ed entrare in Abruzzo. «Accorpare questo tribunale equivale a rendere nudo il territorio spogliandolo dei simboli dello Stato», afferma l’avvocato Melone portando avanti la sua battaglia. (p.c.)

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