Abbattuti oltre 500 cinghiali ma i danni alle colture restano

24 Agosto 2016

LANCIANO. Prosegue il piano di abbattimento dei cinghiali da parte della Polizia provinciale e selecontrollori in collaborazione con gli ambiti territoriali di caccia (Atc). In poco più di due mesi e...

LANCIANO. Prosegue il piano di abbattimento dei cinghiali da parte della Polizia provinciale e selecontrollori in collaborazione con gli ambiti territoriali di caccia (Atc). In poco più di due mesi e mezzo tra gli Atc chietino-lancianese e vastese sono stati abbattuti oltre 500 animali. Solo nel territorio di Orsogna da maggio ad oggi i cinghiali eliminati sono stati 92.

La presenza degli ungulati nelle campagne e nelle strade della provincia (ma sempre più spesso gli animali selvatici sono avvistati nei pressi di centri abitati, aree commerciali, parcheggi e abitazioni private) rappresentano una piaga per le colture e per cittadini e automobilisti. Anche nelle campagne attorno al comune di Lanciano si notano cinghiali a caccia di cibo e in particolare di grano, orzo e mais. Molti agricoltori hanno i campi devastati. Tuttavia, nonostante il programma di selecontrollo stia proseguendo con successo su tutto il territorio provinciale sono ancora moltissimi i branchi di cinghiali che agiscono indisturbati.

Questo anche a causa della presenza di numerosi oasi e aree protette dove gli ungulati vanno a rintanarsi.

«Non si chiede di fare le stragi» si lamenta un agricoltore «ma di applicare ciò che prevede la legge anche nel caso delle riserve naturali, ovvero che è possibile intervenire con dei piani di abbattimento e autorizzare il selecontrollo dietro decisione dell'ente gestore dell'area. Il problema sta assumendo contorni preoccupanti per l'uomo, non solo per l'agricoltura».

I cinghiali si riproducono in fretta e il cibo non basta più: dopo grano e mais gli animali a frotte stanno attaccando anche i filari di uva e, a Fossacesia, perfino campi di meloni e dicocomeri. (d.d.l.)