Abete: «Ragazzi, contagiamoci di coraggio»

24 Marzo 2021

L’inviato di Striscia con la Minetti agli studenti della d’Annunzio: affrontiamo con energia le salite della vita

CHIETI. «Contagiamoci di coraggio». Luca Abete arriva alla d’Annunzio con il suo tour motivazionale NonCiFermaNessuno e lancia un messaggio forte ai ragazzi: non lasciatevi fermare dalle paure in generale e da quella del virus in particolare. «Affrontiamo le salite impervie della vita con la stessa energia e passione di uno scalatore», dice ai giovani dell’università d’Annunzio collegati via internet il popolare inviato di Striscia La Notizia.
Da sette anni gira le università italiane per motivare i ragazzi, la pandemia lo ha costretto a rivedere il format del suo tour, diventato virtuale per l’occasione, ma, fedele al suo nome, il tour non si è fermato neanche davanti al Covid. «Non può esserci un tour NonCiFermaNessuno senza la tappa alla d’Annunzio», ha detto Abete, «ci siamo venuti tutte le volte e anche oggi abbiamo ribadito quanto sia importante credere in se stessi, non lasciarsi scoraggiare dai momenti difficili e dobbiamo dire che i ragazzi in questo momento stanno perdendo di vista alcuni punti di riferimento importanti per le loro certezze. Ed ecco perché abbiamo voluto ribadire concetti importanti come entusiasmo e coraggio. L’abbiamo fatto con il nostro stile, sorridendo, giocando ed emozionandoci».
La tappa ha visto ospiti la cantante e atleta paralimpica Annalisa Minetti, l’avvocato e influencer Benedetta De Luca, portabandiera de i diritti dei disabili, il cantante Patrizio Santo e il suo discografico Francesco Altobelli, entrambi pescaresi, che hanno creato la canzone di NonCiFermaNessuno. «Ho avuto il coraggio di vedere il disagio come un’opportunità», ha detto la cantante e atleta ipovedente Minetti, «come una possibilità in più degli altri. Non volevo limitarmi a essere disabile, per quanto ne avessi tutto il diritto e non me ne dovessi vergognare, ma ho voluto darmi la possibilità di raccontare al mondo quanto io fossi specialmente abile. In realtà, non bisogna essere disabili per diventare specialmente abili, ogni ragazzo dovrebbe avere la voglia di stimolarsi per andare sempre oltre le nostre paure e i nostri limiti, da utilizzare, anzi, come strategia per diventare appunto specialmente abili».
Con gli studenti della d’Annunzio Abete ha parlato anche di solidarietà: «Il nostro tour», ha ricordato, «vuole essere anche un contenitore di tante buone cause. Da cinque anni, ad esempio, siamo a fianco del Banco alimentare e perciò invitiamo i ragazzi a partecipare a una raccolta alimentare. E siamo anche al fianco di Uniamo, la Federazione italiana delle malattie rare, e in ogni tappa ne illustriamo una, cercando di far sentire meno solo chi ne soffre». (a.i.)